russia — IT news

Il conflitto in corso in Ucraina ha portato a un aumento delle tensioni tra Russia e NATO. Le preoccupazioni riguardano potenziali azioni militari nel Mar Baltico. Secondo il rapporto del servizio di intelligence militare olandese (Mivd), “la Russia si prepara a conflitto con la Nato e potrebbe arrivare a essere pronta ad attaccare l’Alleanza atlantica entro un anno dalla fine della guerra in Ucraina.” Questo scenario preoccupa molti osservatori.

Il rapporto Mivd descrive Mosca come “la più grande e diretta minaccia” per l’Europa. Tuttavia, il documento afferma che è “altamente improbabile” che la Russia apra un nuovo fronte mentre è ancora impegnata militarmente in Ucraina. Ciò nonostante, il Cremlino sta guadagnando fiducia e capacità, in parte grazie ai legami più stretti con la Cina.

Le capacità di cyber-spionaggio cinesi sono ora comparabili a quelle degli Stati Uniti, secondo il Mivd. La Svezia ha avvertito che la Russia potrebbe occupare un’isola nel Mar Baltico “in qualsiasi momento” per testare l’integrità della NATO. Ci sono circa 400.000 isole nel Mar Baltico che la Russia potrebbe potenzialmente prendere di mira.

Inoltre, la Russia ha deciso unilateralmente di fermare i flussi di petrolio attraverso il gasdotto Druzhba verso la Germania a partire dal 1° maggio. Questo gasdotto fornisce petrolio alla raffineria Pck di Schwedt, che fornisce il 90% del carburante alla regione Berlino-Brandeburgo. Il petrolio kazako che transita tramite Druzhba rappresenta il 17% delle forniture della raffineria Pck.

Putin ha danneggiato o distrutto 1.685 siti del patrimonio culturale e 2.483 infrastrutture culturali in Ucraina dall’inizio dell’invasione. La situazione rimane critica e le reazioni sono forti.

Morgens Jensen ha dichiarato: “La decisione di permettere alla Russia di riaprire il suo padiglione mentre la guerra d’aggressione contro l’Ucraina è ancora in corso è scandalosa.” Aleksandr Novak ha affermato: “I tedeschi hanno rinunciato al petrolio russo, quindi stanno bene.”

Credo sia importante sottolineare che dobbiamo stare all’erta — come ha detto Michael Claesson — e scoraggiare la Russia da questo tipo di avventura attraverso la nostra presenza in aree interessanti nel Nord e naturalmente nel Mar Baltico.