fattura — IT news

Il 16 marzo 2026, è entrato in vigore un nuovo Regolamento AGCM relativo al rating di legalità. Questo sviluppo ha coinciso con l’invio di fatture da un ospedale del canton Vallese a tre famiglie italiane.

Le fatture presentavano importi significativi, variando da 17mila franchi fino a 66.810 franchi. Le famiglie hanno espresso shock e indignazione. Giorgia Meloni ha definito l’importo richiesto «un insulto, oltre che una beffa».

L’ambasciatore svizzero in Italia, Gian Lorenzo Cornado, ha chiarito che le famiglie non dovevano pagare per le cure ricevute. Ha dichiarato: «Il presidente del Cantone del Vallese mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali».

Il sistema sanitario in Svizzera è misto tra pubblico e privato. È obbligatoria l’assicurazione sanitaria, e le fatture sono state inviate ai pazienti a titolo informativo. Roberto Balzaretti ha spiegato: «La legge prevede che nel momento in cui l’ospedale o il medico invia la fattura all’assicurazione, per conoscenza, deve inviare una copia anche al paziente».

Queste fatture sono state inviate conformemente alle disposizioni previste dalla LAMal. Le famiglie erano state informate della possibilità di ricevere una copia delle fatture, ma non si aspettavano costi così elevati.

Attualmente, il presidente del Cantone del Vallese ha assicurato che tutte le spese sanitarie saranno sostenute dal Cantone stesso. Questo passo mira a rassicurare le famiglie coinvolte e a chiarire la situazione finanziaria.

Il caso ha sollevato interrogativi sull’efficacia della comunicazione tra i sistemi sanitari e i pazienti stranieri. Le reazioni continuano a emergere mentre le autorità cercano di gestire la situazione.

Dettagli rimangono non confermati riguardo alla gestione futura delle fatture e alle politiche sanitarie per i pazienti stranieri in Svizzera.