motoscafo — IT news

Un grosso squalo mako ha colpito un motoscafo al largo di Gallipoli. L’incidente è avvenuto il 26 aprile 2026 e ha generato paura tra i pescatori a bordo. Fortunatamente, non ci sono stati feriti.

Prima di questo evento, la presenza di squali nel Mediterraneo era considerata rara. I diportisti si sentivano relativamente al sicuro mentre navigavano. Tuttavia, la situazione è cambiata drasticamente con questo avvistamento.

Lo squalo ha mostrato una vistosa ferita e ha cambiato direzione all’improvviso. Giuseppe Zacà, testimone dell’incidente, ha dichiarato: «Con un movimento improvviso e potente ha cambiato direzione e ha colpito sotto la barca.» Questo è il secondo avvistamento di uno squalo mako nel Salento in pochi mesi.

Il squalo mako è considerato una specie potenzialmente pericolosa per l’uomo, ma gli attacchi sono estremamente rari. Gli esperti avvertono che il mako è uno degli squali più veloci al mondo e può compiere scatti improvvisi. La sua presenza nel Mediterraneo rappresenta una sfida per l’ecosistema locale.

Nonostante la paura generata dall’incidente, le autorità sottolineano che non si è trattato di un attacco predatorio. Un esperto ha affermato: «Non si è trattato di un attacco nel senso predatorio del termine, ma di un urto improvviso.»

Nel 2021, un motoscafo coinvolto in un incidente simile aveva causato la morte di due persone. Francesco Nappo ha commentato: «Il tema oggi non è la ricostruzione dell’incidente, non è la responsabilità degli imputati, ma la pericolosità del motoscafo.»

Già nell’agosto dello scorso anno, nel mare del Salento a Porto Cesareo, era stato avvistato un altro squalo mako, più piccolo. La preoccupazione cresce tra i pescatori e i diportisti riguardo alla sicurezza in mare.

Questo incidente mette in luce l’importanza della gestione degli ecosistemi marini. Con il cambiamento climatico e altre minacce ambientali, la protezione delle specie come lo squalo mako diventa cruciale per mantenere l’equilibrio nell’ecosistema mediterraneo.