Una recente sentenza della Cassazione permette di evitare il pagamento dell’IMU sulla seconda casa con una semplice scrittura privata, senza necessità di un notaio. Fino a questo sviluppo, i proprietari dovevano affrontare il pagamento dell’IMU per le seconde case, mentre le abitazioni principali non di lusso erano esenti.
Ora, la situazione è cambiata. Dal 2026, i Comuni possono prevedere aliquote agevolate per immobili inagibili. Inoltre, per ottenere l’esenzione dall’IMU sulla seconda casa, è necessario dimostrare la residenza effettiva e non solo formale.
Fatti chiave:
- L’IMU è dovuta per la seconda casa, ma non per l’abitazione principale non di lusso.
- Le categorie catastali esenti dall’IMU per l’abitazione principale sono A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7.
- Una scrittura privata registrata può trasferire l’IMU dal proprietario a chi abita l’immobile.
Il diritto di abitazione consente a una persona di vivere in una casa altrui come propria abitazione. Tuttavia, se sulla carta esiste un diritto di abitazione ma il beneficiario non vive davvero lì, il Comune può contestare la situazione e chiedere l’IMU arretrata con sanzioni.
La comunicazione al Comune della scrittura privata deve avvenire prima dell’inizio dell’anno d’imposta. La registrazione della scrittura privata costa mediamente intorno ai 200 euro.
Non è sufficiente dichiarare di abitare nella seconda casa per ottenere l’esenzione dall’IMU: è necessario provare che la residenza sia effettiva e non solo formale. L’IMU può sparire con una semplice scrittura privata, ma i proprietari devono prestare attenzione alle scadenze e alle procedure richieste dai Comuni.
