Il Codacons ha lanciato la campagna “Non toccate il medico di famiglia” per tutelare il medico di medicina generale. La riforma della medicina generale, prevista per il 2026, mira a modificare il rapporto tra cittadini e servizi sanitari.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato un piano per l’organizzazione dell’assistenza territoriale ad aprile 2026. Le Case della Comunità diventeranno il fulcro dell’assistenza sanitaria, con medici di famiglia presenti per più ore.
I cittadini continueranno a scegliere il proprio medico di famiglia, mantenendo il rapporto diretto. Tuttavia, la riforma prevede un sistema di retribuzione basato sui risultati raggiunti, non solo sul numero di pazienti.
La riforma introduce anche la specializzazione universitaria per la medicina generale. Alcune Regioni sostengono il progetto, mentre i sindacati dei medici esprimono preoccupazioni.
I fatti chiave sulla riforma:
- Il cambiamento sarà graduale nel corso del 2026.
- Sviluppo delle Case della Comunità finanziate dal PNRR.
- Critiche da parte del Codacons riguardo al rischio di burocratizzazione.
Dott. Emanuele Maffongelli ha detto: “Il problema della medicina generale non è la riforma. È il modello che da tempo ha smesso di funzionare.” Il cambiamento più evidente riguarda il luogo in cui si ricevono le cure.



