L’esercitazione Polaris II ha dimostrato l’importanza cruciale della cooperazione globale nella gestione delle pandemie. Condotta dall’Organizzazione mondiale della Sanità, la simulazione si è svolta il 22 e 23 aprile 2026. Ha coinvolto 26 Paesi e oltre 600 esperti di emergenze sanitarie.
La durata dell’esercitazione è stata di 48 ore. Lo scenario simulato riguardava un’epidemia globale causata da un batterio fittizio. I Paesi partecipanti hanno attivato le proprie strutture di emergenza e coordinato la risposta sanitaria.
Polaris II ha seguito due framework dell’OMS: il Global Health Emergency Corps e il National Health Emergency Alert and Response. Questa esercitazione ha messo alla prova la preparazione dei Paesi nella risposta a pandemie, evidenziando l’importanza del coordinamento tra Stati e organizzazioni internazionali.
I fatti chiave dell’esercitazione:
- L’esercitazione ha coinvolto più di 25 organizzazioni partner.
- Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che “la cooperazione globale non è opzionale, è essenziale”.
- L’uso dell’intelligenza artificiale è stato esplorato per supportare la pianificazione e la gestione.
Il dottor Chikwe Ihekweazu ha affermato che “l’esercitazione Polaris II ha mostrato cosa significa quando i paesi sono preparati e pronti ad agire insieme”. Ogni sistema nazionale ha lavorato in condizioni il più possibile realistiche verificando tempi di risposta.
Polaris I, un esperimento simile, si era svolto nell’aprile 2025. Ha aiutato i paesi a costruire una strategia di gestione condivisa. La simulazione ha quindi rappresentato un passo importante verso una risposta pandemica più efficace.
