Roberto Savi, ex poliziotto e capo della banda della Uno Bianca, ha rivelato in un’intervista che la banda ha ricevuto protezione da personaggi non delinquenti. Questo annuncio riaccende il dibattito su una verità giudiziaria mai accettata dai familiari delle vittime.
I fatti chiave:
- La banda della Uno Bianca ha compiuto oltre cento azioni criminali tra l’Emilia-Romagna e le Marche.
- Ha causato 23 morti e un centinaio di feriti.
- L’omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo è avvenuto il 2 maggio 1991.
- Savi è in carcere dal 1994.
- La Procura di Bologna sta ancora indagando sui fatti della banda.
Savi ha affermato che l’omicidio di Ansaloni e Capolungo non fu una rapina, ma un omicidio premeditato. Ha dichiarato: “Loro ce la mettevano tutta, ma non ci trovavano, non ci prendevano”. Inoltre, ha rivelato che durante le sue attività criminali parlava con i Servizi.
Citazioni significative:
“Ogni tanto venivamo chiamati: Facciamo così, e facevamo così” — Roberto Savi. e “Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere” — Roberto Savi.
La trasmissione ‘Belve’ ha ospitato l’intervista a Roberto Savi. Le indagini sulla banda continuano, mentre la verità sugli omicidi della Uno Bianca resta controversa.



