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Qual è l’impatto dell’emigrazione giovanile italiana verso la Svizzera? I dati indicano che l’Italia perde mediamente 34’700 giovani all’anno, un fenomeno che sta suscitando preoccupazione tra gli esperti e i politici.

Alessio Figalli, un giovane accademico, ha recentemente ottenuto una cattedra al Politecnico federale di Zurigo a soli 32 anni, evidenziando le opportunità disponibili per i talenti italiani in Svizzera. Questo è solo un esempio di come il mercato del lavoro svizzero attragga giovani professionisti.

Secondo Eurispes, nel quinquennio 2019-2023, l’Italia ha registrato un saldo netto negativo di 173’722 giovani tra i 20 e i 39 anni. Questo flusso migratorio è alimentato da un confronto tra un mercato del lavoro asfittico in patria e opportunità professionali più allettanti a pochi chilometri di distanza.

In Svizzera, il PIL pro capite medio è di 77’529 euro, mentre il salario mediano ha superato i 7’000 franchi lordi al mese nel 2024. Questi fattori economici, insieme a un tasso di disoccupazione giovanile del 6,8% e un tasso di NEET del 6,9%, rendono il paese particolarmente attraente per i giovani italiani in cerca di lavoro.

Lorenzo Pardini, un giovane emigrato, ha dichiarato: “A Zurigo ho trovato un lavoro remunerativo, maggiore sicurezza e una migliore qualità della vita.” Inoltre, ha aggiunto che “la formazione si paga, non è gratuita, ma la Confederazione mi rimborserà il 50% dei costi una volta ottenuto il diploma.”

Questi testimonianze evidenziano come la Svizzera non solo offra migliori opportunità lavorative, ma anche un sistema di supporto per la formazione professionale.

Il saldo migratorio netto della Svizzera per giovani adulti è di +13,6 per mille, un chiaro segnale della continua attrazione che il paese esercita sui giovani italiani. Tuttavia, l’Italia continua a perdere capitale umano, con un’emorragia di talenti che potrebbe avere conseguenze a lungo termine per l’economia italiana.

Finché il confronto tra le opportunità in Svizzera e la situazione in Italia rimarrà svantaggioso, il flusso migratorio verso il Nord Europa è destinato a crescere. Dettagli rimangono non confermati riguardo a come le politiche italiane possano affrontare questa situazione.