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La crisi tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice affonda le radici nei mesi precedenti alla sua nomina come direttrice musicale. Venezi, nominata il 22 settembre 2025, ha subito sollevato polemiche. Le sue affermazioni sull’orchestra sono state ritenute offensive.

La Fondazione Teatro La Fenice ha comunicato che non ci saranno più collaborazioni con Venezi. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha preso questa decisione in autonomia. Le dichiarazioni della direttrice d’orchestra hanno provocato reazioni immediate dal sindacato.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso piena fiducia nel sovrintendente Colabianchi. “Il Ministro prende atto della decisione e conferma la sua completa fiducia”, ha dichiarato Giuli. Le affermazioni di Venezi sono state considerate lesive del valore artistico del teatro.

In precedenza, le contestazioni dei professori d’orchestra erano già emerse. Un sciopero il 17 ottobre 2025 aveva portato alla cancellazione della prima dell’opera Wozzeck. Questo evento aveva ulteriormente complicato la situazione.

Venezi ha affermato: “Io non ho padrini, questa è la differenza”. Ha sottolineato che l’orchestra era caratterizzata da posizioni tramandate di padre in figlio. Queste parole hanno aumentato le tensioni tra lei e il personale.

Le reazioni alla sua nomina e alle sue dichiarazioni continuano a generare dibattito. Gli osservatori si chiedono quale sarà l’impatto di questa decisione sul futuro del Teatro La Fenice e sulla carriera di Venezi.