Di Foggia è stata nominata CEO di Terna nel maggio 2023. Da allora, ha guidato l’azienda in un periodo di cambiamenti significativi. Tuttavia, ora si trova al centro di una controversia riguardante una buonuscita da 7,3 milioni di euro.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha emesso direttive che limitano i pagamenti di buonuscita per i dirigenti delle aziende pubbliche. Queste direttive mirano a contenere i costi e a rendere più efficiente la spesa pubblica.
Di Foggia sta contestando il pagamento. La sua decisione di non rinunciare alla buonuscita potrebbe compromettere la sua nomina come presidente di Eni. Cdp ha già indicato Pasqualino Monti come successore a Terna.
Il caso ha suscitato irritazione tra funzionari governativi, tra cui Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Le loro dichiarazioni indicano che vedono la posizione di Di Foggia come inopportuna.
Il Mef ha precedentemente impedito ad altri dirigenti pubblici di ricevere pagamenti significativi al termine del loro mandato. “Dal 2023 il Mef, nella sua azione diretta all’efficientamento della spesa e al contenimento dei costi, ha dato specifiche direttive…” hanno affermato le fonti del ministero.
Il caso Di Foggia è emblematico della volontà del governo contro le buonuscite elevate. “La manager non vuole rinunciare alla buonuscita da 7,3 milioni di euro che invece non le spetterebbe più qualora venisse nominata nel Cane a Sei Zampe,” hanno aggiunto le fonti.
L’assemblea degli azionisti di Eni è programmata per il 6 maggio 2026. Le prossime settimane saranno cruciali per la situazione di Di Foggia e per le sue prospettive future.
Dettagli rimangono non confermati. Ma l’attenzione su questo caso continuerà a crescere mentre si avvicina la data dell’assemblea.