Sandro Donati accusa la WADA di manipolazione e difende Alex Schwazer, il quale sogna una storica convocazione agli Europei di Birmingham. Donati è tornato nei quadri della Federazione Italiana Atletica nel 2025 dopo 37 anni. La sua posizione lo porta a criticare apertamente il sistema antidoping attuale.
Donati coordina un progetto con circa 1800 esercizi videoregistrati gestiti da un sistema di intelligenza artificiale. Ha affermato che la positività degli atleti è limitata all’1%, mentre il ministero italiano della Salute ha svolto migliaia di controlli con una percentuale di positivi del 4%-5%.
La situazione è cambiata quando Donati ha accusato la WADA di manipolare la urina di Schwazer, definendolo un atto di gravità immane. “La manipolazione della sua urina è un atto di una gravità immane. Mille volte peggio della positività di un atleta,” ha dichiarato Donati.
Schwazer ha realizzato il miglior tempo italiano nella maratona di marcia (3h01’55) a 41 anni. Donati ha sottolineato che se Schwazer non fosse alla partenza della 42 Km di Birmingham, il sistema sportivo perderebbe credibilità. “Se Alex non fosse alla partenza della 42 Km di Birmingham, il sistema sportivo perderebbe ulteriore credibilità,” ha aggiunto.
Donati ha collaborato con Julio Velasco negli anni ’90 e ha sempre sostenuto uno sport pulito. Ha criticato anche la WADA, definendola “un organismo ibrido che rappresenta interessi circoscritti.” Questo solleva interrogativi sulla credibilità delle istituzioni antidoping e sul futuro degli atleti come Schwazer.
Il dibattito sul doping e sulla gestione delle accuse continua a infiammare il panorama sportivo italiano. Non resta che attendere l’evoluzione della situazione e le eventuali decisioni da parte delle autorità competenti.
