Jutta Leerdam è diventata uno dei volti più riconoscibili del pattinaggio di velocità mondiale. La campionessa olandese ha vinto l’oro nei 1000 metri a Milano Cortina 2026 con record olimpico e ha aggiunto anche un argento nei 500 metri, confermando il suo peso tecnico in una disciplina dominata storicamente dai Paesi Bassi.
Chi è Jutta Leerdam
Jutta Monica Leerdam è una pattinatrice di velocità dei Paesi Bassi, nata il 30 dicembre 1998 a ’s-Gravenzande. Il profilo ufficiale dell’International Skating Union la indica come atleta olandese, alta 181 cm, con inizio nel pattinaggio di velocità all’età di 11 anni.
Il suo nome è ormai legato soprattutto alle distanze sprint del pattinaggio pista lunga. I 1000 metri restano la gara che più di ogni altra ha definito la sua carriera: lì ha costruito il suo profilo internazionale, prima con titoli mondiali e poi con la medaglia olimpica più pesante.
Non è soltanto una campionessa da palazzetto. Leerdam è anche una figura molto seguita fuori dal ghiaccio, con una presenza social enorme e una visibilità cresciuta ulteriormente durante i Giochi di Milano Cortina. Reuters ha riportato che, nel febbraio 2026, contava oltre sei milioni di follower su Instagram.
L’oro olimpico a Milano Cortina 2026
Il momento che l’ha portata al centro dell’attenzione anche del pubblico italiano è arrivato il 9 febbraio 2026, al Milano Speed Skating Stadium. Leerdam ha vinto i 1000 metri femminili in 1:12.31, stabilendo il nuovo record olimpico e precedendo la connazionale Femke Kok. Il bronzo è andato alla giapponese Miho Takagi, campionessa uscente.
La gara aveva anche un peso personale. A Pechino 2022, sulla stessa distanza, Leerdam aveva conquistato l’argento alle spalle di Takagi. Quattro anni dopo, a Milano, ha ribaltato il finale: ultima coppia, corsia esterna, pressione altissima e il tempo più veloce della giornata.
Pochi giorni più tardi è tornata sul podio nei 500 metri, chiudendo seconda dietro a Femke Kok. Per Leerdam, la campagna olimpica italiana si è così chiusa con due medaglie: oro nei 1000 e argento nei 500.
Le specialità: perché i 1000 metri sono la sua gara




Leerdam è una sprinter, ma non una velocista pura nel senso più stretto. I 500 metri premiano esplosività immediata e partenza brutale; i 1000 richiedono anche tenuta, gestione della curva, controllo tecnico quando le gambe iniziano a bruciare.
È lì che la pattinatrice olandese ha trovato il punto migliore della sua carriera.
Reuters la indica come campionessa mondiale dei 1000 metri nel 2020 e nel 2023. A questo si aggiunge il titolo mondiale sprint del 2022, conquistato poche settimane dopo l’argento olimpico di Pechino.
La differenza, nei 1000, spesso non arriva solo dalla velocità massima. Conta uscire puliti dalle curve, non perdere assetto negli ultimi 200 metri, tenere la traiettoria quando l’acido lattico cambia la postura. Leerdam ha costruito il suo status proprio su quella miscela: potenza, eleganza tecnica e resistenza al momento più sporco della gara.
Una stella in una nazionale fortissima
Il pattinaggio di velocità olandese non perdona. La concorrenza interna è quasi una gara nella gara. Femke Kok, Suzanne Schulting, Antoinette Rijpma-de Jong e altre atlete rendono la selezione olandese una delle più dure al mondo.
A Milano Cortina, Leerdam e Kok hanno firmato una doppietta nei 1000 metri e poi si sono ritrovate ancora sul podio dei 500, questa volta con Kok davanti e Leerdam d’argento. Reuters ha sottolineato come quel risultato abbia rafforzato il dominio storico dei Paesi Bassi nel pattinaggio di velocità olimpico.
È un dettaglio importante: Leerdam non emerge in un sistema debole. Vince dentro il sistema più competitivo.
La popolarità fuori dal ghiaccio
Il nome di Jutta Leerdam circola anche oltre le pagine sportive. La relazione con Jake Paul, boxer e personaggio social statunitense, ha ampliato la sua esposizione mediatica internazionale. Reuters lo ha indicato come suo fidanzato presente sugli spalti durante l’oro dei 1000 metri a Milano.
La parte sportiva però resta il centro della storia. Leerdam ha detto a Reuters di non considerare i social una distrazione, ma uno strumento per avvicinare più ragazze al pattinaggio di velocità.
È un equilibrio non comune: atleta d’élite, personaggio riconoscibile, comunicazione diretta con il pubblico. Nel pattinaggio di velocità, disciplina spesso tecnica e poco raccontata fuori dai Paesi in cui è tradizione, questa visibilità pesa.
Perché interessa anche al pubblico italiano




Per l’Italia, Jutta Leerdam è diventata un volto familiare soprattutto con Milano Cortina 2026. Il suo oro è arrivato in una sede italiana, davanti a un pubblico olimpico che ha visto da vicino una delle migliori interpreti mondiali della velocità su ghiaccio.
C’è anche un altro aspetto: il pattinaggio di velocità non ha in Italia lo stesso spazio mediatico che occupa nei Paesi Bassi. Atlete come Leerdam, con risultati netti e una forte identità pubblica, aiutano a rendere leggibile uno sport che spesso vive di dettagli tecnici invisibili al pubblico occasionale.
Una curva fatta bene. Un cambio di ritmo. Un ultimo giro senza crollare.
Nel suo caso, quei dettagli sono diventati oro olimpico.
FAQ
Jutta Leerdam è nata il 30 dicembre 1998. Nel 2026 ha 27 anni.
Gareggia nel pattinaggio di velocità su pista lunga, soprattutto nelle distanze sprint come 500 e 1000 metri.
Il risultato più importante è l’oro olimpico nei 1000 metri a Milano Cortina 2026, vinto con il record olimpico di 1:12.31.
Sì. A Pechino 2022 aveva conquistato l’argento nei 1000 metri, prima di vincere l’oro nella stessa gara quattro anni dopo a Milano Cortina. Articolo redatto secondo il brief editoriale fornito.



