La privatizzazione dell’aeroporto di Catania solleva preoccupazioni per il futuro controllo strategico dell’infrastruttura e il suo impatto sul territorio. L’operazione è attualmente in fase preliminare, ma ha già attirato l’attenzione di vari stakeholder.
Nel 2024, il bilancio si è chiuso con un utile netto di 12,8 milioni di euro. Nel 2025, l’utile rimarrà positivo e il sistema Catania-Comiso arriverà a circa 12,5 milioni di passeggeri. Questi dati indicano una crescita significativa per l’aeroporto.
Il Libero Consorzio di Siracusa detiene una quota del 25% delle azioni della SAC, la società che gestisce l’aeroporto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già approvato lo schema procedurale per la cessione del pacchetto di maggioranza di SAC.
SAC ha visto una crescita dei ricavi e del valore della produzione. Gli investimenti per la crescita sono stati sostenuti anche da risorse pubbliche. Tuttavia, non è stata presa alcuna decisione formale dal Libero Consorzio riguardo alla privatizzazione.
Reazioni e preoccupazioni:
- Peppe Puccia ha dichiarato: “Privatizzare in queste condizioni non significa salvare, significa cedere valore futuro già costruito e svendere un pezzo virtuoso della Sicilia.”
- Giansiracusa ha affermato: “Non esiste alcun potere di intervento unilaterale sull’intero processo di privatizzazione, che coinvolge una pluralità di soci e livelli decisionali.”
- Riguardo al monopolio naturale, un esperto ha commentato: “Quando privatizzi un monopolio naturale, non crei concorrenza. Sposti solo la rendita.”
L’aeroporto di Catania ha superato la soglia dei 12 milioni di passeggeri. La situazione attuale richiede attenzione da parte delle autorità locali e nazionali.
