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Qual è la situazione attuale riguardo al referendum sulla giustizia?

Il referendum sulla giustizia si svolgerà il 22 e 23 marzo 2026. Questo evento è cruciale per il futuro della magistratura in Italia, poiché il testo approvato prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.

Secondo gli ultimi sondaggi, il No è in vantaggio di quasi cinque punti. In particolare, se l’affluenza si attesta al 42%, il No è stimato al 52,4%, mentre il al 47,6%.

In caso di affluenza al 49%, la situazione si ribalta leggermente, con il al 50,2% e il No al 49,8%. Questi dati sono stati forniti dall’ultimo sondaggio Ipsos.

Chi sono gli elettori coinvolti?

Il 63% degli elettori del Partito Democratico (PD) è propenso a partecipare al referendum, mentre il 59% degli elettori di Fratelli d’Italia mostra lo stesso interesse. Al contrario, solo il 22% degli elettori del Movimento 5 Stelle è orientato a votare .

Inoltre, il 67% di chi non indica un partito voterebbe No, evidenziando una significativa divisione tra i diversi gruppi di elettori.

Cosa ha portato a questo referendum?

Il referendum è legato alla legge di riforma della Costituzione in materia di giustizia, approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025. Tra le novità, la riforma introduce due Consigli superiori della magistratura distinti e prevede l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale.

Le opinioni sulla riforma sono contrastanti. Enrico Grosso ha avvertito che “la separazione delle carriere comporterà un rischio maggiore di una magistratura meno indipendente”, mentre Nicolò Zanon ha sottolineato che “questa riforma ha inteso sgombrare il campo da ogni equivoco circa l’ipotesi che il potere politico voglia mettere le grinfie sull’esercizio dell’azione penale”.

Dettagli rimangono non confermati riguardo all’impatto finale di queste riforme e alla loro accettazione da parte del pubblico. Sarà interessante vedere come evolverà il dibattito nei prossimi mesi in vista del referendum.