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Tiscali, storicamente simbolo della ‘Silicon Sardegna’, sta affrontando una crisi significativa. Prima di questo sviluppo, l’azienda aveva già attivato contratti di solidarietà nel 2025, ma questi non sono stati sufficienti a raddrizzare i conti. La situazione attuale ha portato alla decisione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per 180 lavoratori, un passo che segna un cambiamento drammatico per l’organico.

La manovra di licenziamento coinvolgerà 155 impiegati, 13 quadri e 12 giornalisti, con una percentuale di eccedenza che raggiunge quasi il 25% dell’organico complessivo di 729 dipendenti. Di questi, 81 lavoratori si trovano nella sede di Cagliari, dove l’impatto sarà particolarmente sentito.

Il 1° marzo 2026, il consiglio di amministrazione ha accettato un’offerta vincolante per la valorizzazione del ramo d’azienda B2C. Questa operazione prevede l’affitto del ramo d’azienda finalizzato alla vendita, ma non sembra sufficiente a garantire la stabilità dell’azienda nel lungo termine.

La procedura di licenziamento collettivo è stata avviata ai sensi della Legge 223/91 e il criterio di individuazione dei lavoratori sarà quello della ‘non opposizione’. Questo approccio potrebbe sollevare preoccupazioni tra i dipendenti, già in uno stato di incertezza.

Inoltre, Tiscali ha depositato un’istanza di composizione negoziata della crisi presso la Camera di Commercio, cercando di trovare soluzioni alternative per affrontare la situazione critica. Tuttavia, i contratti di solidarietà attivati non sono stati sufficienti a evitare il ridimensionamento dell’azienda.

Il rischio di un impoverimento dell’indotto tecnologico locale è concreto, poiché Tiscali rappresenta un attore chiave nel panorama delle telecomunicazioni in Sardegna. Le conseguenze di questa crisi potrebbero estendersi ben oltre l’azienda stessa, influenzando l’intero settore e l’economia locale.

La procedura di consultazione si sposterà presso la sede di Unindustria a Roma, dove si discuteranno le prossime mosse per cercare di mitigare l’impatto di questi licenziamenti. Dettagli rimangono non confermati, ma l’attenzione è alta su come Tiscali gestirà questa transizione difficile.