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Silvia Sardone critica i fondi europei per l’integrazione dei migranti

Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, ha espresso forti critiche riguardo ai fondi europei destinati all’integrazione dei migranti, definendoli una “pioggia di denaro assurda”. Secondo Sardone, questi finanziamenti seguono logiche ideologiche e generano sprechi, con progetti che risultano discutibili e dagli obiettivi poco chiari.

Tra i progetti menzionati, Sardone ha evidenziato l’assegnazione di 250 mila euro a un’iniziativa coordinata dalla federazione irlandese di padel per promuovere l’accettazione degli stranieri, e 200 mila euro per un progetto di street art volto a favorire la partecipazione dei migranti alla vita sociale e culturale. Inoltre, ha citato 2 milioni di euro per uno studio sui legami tra migranti e circuiti alimentari, e 183 mila euro all’Università Ca’ Foscari per analizzare le identità dei migranti attraverso la letteratura femminile.

Sardone ha sottolineato che il finanziamento di 2,5 milioni di euro per strategie di protezione degli immigrati irregolari rappresenta un segnale della “deriva buonista” dell’Unione Europea. In totale, oltre 10 milioni di euro sono stati destinati a questi progetti, risorse che, secondo la Lega, dovrebbero essere utilizzate in modo più efficace.

Perché è importante

Le dichiarazioni di Sardone mettono in luce un crescente dibattito politico sui fondi europei e sulla loro gestione, in un contesto in cui le politiche migratorie sono al centro dell’attenzione pubblica. La sua posizione riflette le preoccupazioni di una parte della popolazione riguardo all’uso delle risorse pubbliche e alla necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità nella gestione dei fondi.

Cosa succederà dopo

Il dibattito sui fondi europei per l’integrazione dei migranti è destinato a intensificarsi, con possibili ripercussioni sulle politiche migratorie dell’Unione Europea. Le posizioni di politici come Silvia Sardone potrebbero influenzare le future decisioni legislative e il modo in cui vengono allocate le risorse per l’integrazione.