Daniela Santanchè, ministra del Turismo, è attualmente indagata per falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dell’Inps. Le accuse riguardano la richiesta di cassa integrazione per dipendenti che continuavano a lavorare, con un importo di 120.000 euro incassati in modo irregolare.
Le indagini si concentrano anche su presunti illeciti legati al gruppo editoriale Visibilia, dove Santanchè è accusata di aver truccato i numeri per mascherare perdite significative. La Procura di Milano contesta che le irregolarità contabili risalgano al 2014.
Inoltre, la ministra è indagata per due ipotesi di bancarotta legate a Ki Group srl e Bioera, con quest’ultima che presenta un buco patrimoniale di circa 8 milioni di euro.
La situazione si complica ulteriormente con l’udienza preliminare per la truffa ai danni dell’Inps, che è attualmente congelata in attesa della decisione della Consulta. La data fissata per l’udienza è il 14 ottobre.
Giorgia Meloni, leader del partito di Santanchè, ha chiesto pubblicamente le sue dimissioni, affermando: “Faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi“. Tuttavia, Santanchè ha smentito le voci di dimissioni, dichiarando: “Smentisco categoricamente, non mi dimetto e nessuno me lo ha chiesto“.
Il suo staff ha aggiunto che “la notizia delle sue dimissioni è destituita di ogni fondamento“. Nonostante la pressione politica, Santanchè continua a mantenere i suoi impegni.
La sconfitta al referendum sulla giustizia ha portato a dimissioni nel governo, coinvolgendo anche altri membri come Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi.
Dettagli rimangono non confermati riguardo alle ulteriori implicazioni legali e politiche di questa situazione.