La situazione lavorativa dei dipendenti dei musei fiorentini ha raggiunto un punto critico, con molti lavoratori storici che non ricevono stipendio da ottobre. Questo contesto di precarietà ha portato i lavoratori precari a organizzare una protesta davanti alla Venere di Botticelli, agli Uffizi, il 6 aprile alle 14:30.
La mobilitazione è iniziata il 31 marzo e si è intensificata durante la settimana di Pasqua, con manifestazioni programmate anche per il 9 aprile in piazza Duomo, sotto il palazzo della Regione Toscana. I manifestanti, organizzati dal sindacato Sudd Cobas, hanno esposto uno striscione con la scritta “Basta vite precarie”.
Le richieste dei lavoratori sono chiare: vogliono risposte urgenti per la loro situazione, chiedendo la stabilizzazione dei precari storici piuttosto che nuove assunzioni con contratti a chiamata da parte di CoopCulture. “Non è possibile che i musei famosi in tutto il mondo, fra tutte le Gallerie degli Uffizi, si fondino totalmente sul lavoro precario”, hanno dichiarato i manifestanti.
Il sindacato ha denunciato che mentre i lavoratori storici sono senza stipendio, CoopCulture continua ad assumere nuovi precari, aggravando ulteriormente la situazione. “C’è bisogno urgentemente di stabilizzare i precari storici dei musei fiorentini e non di assumere nuovo personale con contratti a chiamata ancora più precari”, hanno aggiunto.
La protesta ha attirato l’attenzione su un problema sistemico nel settore culturale, evidenziando la necessità di riforme significative. “È l’ora di finirla con la precarietà e con il sistema malato degli appalti”, hanno affermato i manifestanti, sottolineando che “non c’è cultura senza diritti, e non daremo tregua finché non avremo soluzioni”.
Il 13 aprile è prevista una protesta al ministero della Cultura a Roma, segno che la mobilitazione non si fermerà finché non verranno affrontate le problematiche sollevate. Dettagli rimangono non confermati.