Il quadro generale
La 98ª edizione degli Oscar si è svolta il 15 marzo 2026, presso il Dolby Theatre di Los Angeles, California. Questo evento annuale ha visto la partecipazione di numerosi artisti e professionisti del settore cinematografico, tutti in attesa di scoprire chi avrebbe portato a casa le ambite statuette dorate.
Tra i momenti salienti della serata, il film di Paul Thomas Anderson, ‘Una battaglia dopo l’altra’, ha trionfato vincendo ben 6 Oscar, inclusi il premio per miglior film e miglior regista. Questa vittoria rappresenta un importante riconoscimento per Anderson, che ha accumulato 14 nomination nella sua carriera prima di questa cerimonia.
Jessie Buckley ha conquistato il premio per miglior attrice grazie alla sua interpretazione in ‘Hamnet – Nel nome del figlio’, segnando la sua prima vittoria in questa categoria. Anche Michael B. Jordan ha ottenuto il suo primo Oscar come miglior attore per il suo ruolo in ‘I peccatori’.
Un altro film che ha catturato l’attenzione è stato ‘Sentimental Value’ di Joachim Trier, che ha vinto l’Oscar per miglior film internazionale. Questa vittoria segna un traguardo significativo per Trier, che ha ricevuto il suo primo Oscar in questa categoria. Inoltre, il documentario ‘Mr. Nobody Against Putin’ di David Borenstein ha vinto il premio per miglior documentario, mentre Ryan Coogler ha ottenuto l’Oscar per miglior sceneggiatura originale per ‘I peccatori’.
La serata ha visto anche la vittoria di Autumn Durald Arkapaw per miglior cinematografia, sempre per ‘I peccatori’. Il premio per miglior canzone originale è andato a ‘Golden’ dalla colonna sonora di ‘KPop Demon Hunters’, aggiungendo un tocco di freschezza alla cerimonia.
Le reazioni alla cerimonia sono state miste. Un commentatore ha affermato: “Probabilmente l’Oscar più meritato dai tempi di Cate Blanchett per Blue Jasmine.” Tuttavia, ci sono stati anche momenti di delusione, come per Timothée Chalamet, che ha ricevuto tre nomination in carriera senza mai vincere. “Niente da fare per Di Caprio. Grande sconfitto Timothée Chalamet: tre nomination all’Oscar in carriera, zero vittorie,” ha commentato un osservatore.
Il documentario di Borenstein ha suscitato particolare interesse, essendo ambientato nella Russia di Putin negli anni immediatamente precedenti all’invasione dell’Ucraina. “Quando il governo uccide le persone nelle nostre strade e non facciamo nulla, siamo complici,” ha dichiarato Pasha Talankin, un attivista presente alla cerimonia.
Con queste vittorie e le emozioni suscitate, gli Oscar 2026 si chiudono con un mix di trionfi e delusioni, lasciando il pubblico in attesa di scoprire quali nuove storie e talenti emergeranno nei prossimi anni. Dettagli rimangono non confermati.