Cosa è successo
Il governo italiano ha ufficialmente candidato Maurizio Martina, ex segretario del Partito Democratico e ministro dell’Agricoltura, al ruolo di direttore generale della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. L’annuncio è stato fatto durante un punto stampa congiunto a Bruxelles dal vicepremier Antonio Tajani e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Perché è importante
Lollobrigida ha sottolineato che, nonostante Martina abbia una storia politica differente da quella del governo attuale, l’Italia merita un ruolo di leadership in un’organizzazione internazionale di rilevanza, specialmente considerando che la FAO ha sede a Roma. La candidatura di Martina è vista come un’opportunità per rafforzare il ruolo dell’Italia nelle politiche agricole e alimentari globali, in un momento di crescente attenzione verso le sfide legate alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità.
Cosa succederà dopo
Il mandato dell’attuale direttore generale, Qu Dongyu, terminerà il 31 luglio 2027. L’elezione avverrà durante la Conferenza della FAO, dove i 194 Stati membri voteranno in segreto. Il governo italiano chiederà il supporto degli altri Paesi dell’Unione Europea per la candidatura di Martina, mentre si prevede che ci saranno altre candidature europee. Coldiretti ha espresso un giudizio positivo sulla candidatura, evidenziando l’importanza di un’unità europea in questa nomina strategica.