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Cosa è successo

Il fisco ambientale italiano ha chiuso il biennio 2023-2024 con una crescita significativa, con un gettito complessivo delle imposte ambientali che ha raggiunto i 60,6 miliardi di euro nel 2024, segnando un incremento dell’11,2% rispetto all’anno precedente, secondo le ultime rilevazioni Istat. Questo aumento è stato principalmente influenzato dall’abolizione delle misure di contenimento dei costi energetici, che ha riportato il gettito dell’energia a 42,4 miliardi di euro.

In un contesto diverso, i giornalisti de La Stampa hanno indetto uno sciopero, chiedendo garanzie sul loro futuro occupazionale e salariale, in seguito a incertezze riguardanti la vendita del gruppo Gedi.

Perché è importante

La crescita della fiscalità ambientale in Italia è superiore alla media europea, con le imposte green che rappresentano il 2,5% del PIL nel 2023, rispetto al 2% della media UE. Questo posiziona l’Italia in una posizione di rilievo rispetto ad altri paesi europei, come Francia e Germania. La spesa per la protezione dell’ambiente ha anche superato la media comunitaria, attestandosi al 2,5% del PIL.

Lo sciopero dei giornalisti di La Stampa evidenzia le preoccupazioni riguardanti la stabilità occupazionale nel settore editoriale, in un momento di transizione per il gruppo Gedi, che sta trattando la vendita a un gruppo editoriale greco.

Cosa succederà dopo

Le autorità fiscali italiane continueranno a monitorare l’andamento delle imposte ambientali e la spesa per la protezione dell’ambiente, mentre si prevede che il peso delle imposte sul PIL possa ulteriormente aumentare nel 2024. Per quanto riguarda La Stampa, si attendono sviluppi sulla conclusione della due diligence con il gruppo Sae e sulla vendita a Antenna group, con possibili accordi previsti a breve, probabilmente entro la fine di febbraio o inizio marzo.