Le voci dal campo
“Il paziente è attualmente ricoverato in isolamento all’Ospedale San Gerardo di Monza,” ha dichiarato Guido Bertolaso, sottolineando la situazione sotto controllo dopo l’individuazione del primo caso europeo di influenza aviaria di sottotipo H9. Bertolaso ha anche rassicurato la popolazione, affermando che “l’individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione.”
Il caso è stato identificato in un paziente proveniente dall’estero, il quale ha contratto l’infezione nel suo Paese di origine in Africa. Attualmente, il paziente è in isolamento e tutti i contatti diretti sono risultati negativi ai test, riducendo ulteriormente le preoccupazioni riguardo alla diffusione del virus.
Calogero Terregino, esperto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha spiegato che “si tratta di un virus tipicamente aviario, non un H5, ma un H9N2, ben noto alla comunità scientifica internazionale.” Questo virus è noto per la sua capacità di infettare l’uomo, ma ha una bassa trasmissibilità interumana, il che significa che non ci sono evidenze di trasmissione uomo-uomo nel caso lombardo.
La sorveglianza epidemiologica ha dimostrato di funzionare in modo efficace, con l’individuazione del virus H9N2 avvenuta grazie a una rete integrata di sorveglianza. Non esiste evidenza di rischio per gli allevamenti avicoli italiani, il che è un aspetto rassicurante per il settore avicolo.
Il virus H9N2 può causare infezioni asintomatiche o sintomi lievi simili all’influenza stagionale, ma la situazione attuale non presenta segnali di allerta. “Non c’è quindi stata diffusione uomo-uomo come di norma avviene per le infezioni umane da virus H9,” ha aggiunto Terregino, evidenziando l’importanza della vigilanza continua.
Il caso non ha origine in Italia, ma è un caso di importazione, il che implica che le misure di controllo e prevenzione adottate finora sono state efficaci. L’approccio One Health, che integra sanità animale, salute umana e tutela dell’ambiente, è fondamentale per gestire situazioni come questa.
La comunità scientifica e le autorità sanitarie continueranno a monitorare la situazione, garantendo che le misure necessarie siano in atto per proteggere la salute pubblica. Dettagli rimangono non confermati, ma la situazione attuale è sotto controllo e non ci sono motivi di preoccupazione immediata per la popolazione.