Le voci dal campo
“Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai,” ha dichiarato Alessandro Battisti, esprimendo il dolore per la scomparsa di Gianluca Cherubini, avvenuta all’età di 52 anni dopo una lunga malattia.
Cherubini, ex calciatore professionista, ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio italiano. Ha giocato come difensore e centrocampista per diverse squadre, tra cui Roma, Reggiana e Vicenza. La sua carriera è stata caratterizzata da momenti di grande successo, come la vittoria dell’Europeo Under 21 nel 1994 con la Nazionale italiana.
La vita di Cherubini, tuttavia, non è stata priva di difficoltà. Nel 2006, durante una partita, è stato colpito da un aneurisma cerebrale, che lo ha costretto a rimanere in coma per 12 giorni. Dopo il recupero, ha intrapreso la carriera da allenatore nel 2007, ma ha continuato a combattere con problemi di salute, tra cui un tumore e dialisi per il malfunzionamento dei reni.
Recentemente, Cherubini era ricoverato all’ospedale di Tor Vergata a causa delle sue condizioni di salute. La sua morte ha suscitato una reazione profonda nel mondo del calcio, con l’AC Reggiana che ha dichiarato: “AC Reggiana si unisce a tutta la famiglia granata nel dolore per la scomparsa all’età di 52 anni di Gianluca Cherubini.”
Andrea Sbarretti, un amico di lunga data, ha ricordato Cherubini come “un ragazzo serio e posato, poco incline a parlare del suo passato da calciatore.” Sbarretti ha anche sottolineato come Cherubini partecipasse attivamente alle rigide attività della Comunità Incontro, dimostrando il suo spirito di collaborazione e impegno sociale.
Nel corso della sua carriera, Cherubini ha collezionato 150 presenze con la Reggiana tra Serie A, Serie B e Serie C. Tuttavia, la sua vita è stata segnata anche da vicende giudiziarie e difficoltà personali, che hanno reso il suo percorso ancora più complesso.
Gianluca Cherubini rimarrà nella memoria di molti come un talento promettente, la cui carriera è stata interrotta troppo presto. Dettagli rimangono non confermati riguardo alle circostanze specifiche della sua malattia e del suo ricovero finale, ma il suo impatto nel calcio italiano è indiscutibile.