gangster squad — IT news

Le voci dal campo

“Era un tipo come me. Amava la California, ma al ritorno dalla guerra si è trovato di fronte a una corruzione dilagante nel dipartimento di polizia di Los Angeles,” ha dichiarato Josh Brolin, che interpreta John O’Mara nel film Gangster Squad. Questo film, diretto da Ruben Fleischer e uscito nel 2013, offre uno sguardo crudo sulla criminalità e la corruzione che affliggevano Los Angeles nel 1949.

Ambientato in un periodo in cui Mickey Cohen, interpretato da Sean Penn, dominava il crimine organizzato, il film racconta la storia di un’unità segreta di polizia, il Gangster Squad, formata nel 1946 per combattere le attività illecite di Cohen. La Los Angeles del 1949 diventa così un personaggio a sé stante: affascinante e corrotta, scintillante e marcescente.

La figura di Mickey Cohen è centrale nel film; il suo impero criminale comprendeva prostituzione, droga e gioco d’azzardo illegale. La lotta tra John O’Mara e Cohen culmina in una violenta confrontazione, che mette in evidenza le tensioni tra la legge e la criminalità. “Quando la legge fallisce, chi decide cosa è giusto?” è una delle domande che il film solleva, riflettendo le sfide morali affrontate dai protagonisti.

Il film è basato su una serie di articoli del giornalista Paul Lieberman, e il personaggio di John O’Mara è ispirato a veri poliziotti come Jack O’Mara. La rappresentazione della corruzione nel dipartimento di polizia è un tema ricorrente, evidenziando le difficoltà che i poliziotti affrontavano nel tentativo di mantenere la legge in una città così infiltrata dal crimine.

Con una durata di 113 minuti, Gangster Squad è classificato come un thriller criminale, e la sua narrazione intensa tiene gli spettatori incollati allo schermo. La pellicola non solo intrattiene, ma offre anche uno spaccato della società americana del dopoguerra, dove la lotta per la giustizia era complicata dalla corruzione e dalla violenza.

Inoltre, la storia di O’Mara è arricchita da dettagli personali, come i 473 lettere che ha scritto a sua moglie, che aggiungono profondità al suo personaggio e alla sua motivazione. La sua determinazione a combattere contro Cohen è alimentata non solo dal dovere, ma anche da un desiderio personale di proteggere la sua famiglia e la sua città.

Il film ha ricevuto recensioni miste, ma ha sicuramente attirato l’attenzione per la sua rappresentazione stilizzata della violenza e della corruzione. La frase “La città degli angeli è tutt’altro che angelica” riassume perfettamente l’atmosfera di Los Angeles in quel periodo, un luogo dove il crimine prosperava sotto la superficie di una facciata di normalità.

Dettagli rimangono non confermati, ma Gangster Squad continua a essere un’opera significativa nel panorama del cinema criminale, offrendo uno sguardo affascinante su un’epoca e una città che hanno vissuto un tumulto senza precedenti.