Attualmente, 43 pazienti sono ricoverati per Epatite A all’ospedale Cotugno di Napoli. Questa situazione ha destato preoccupazione tra i medici, in particolare per il numero crescente di casi gravi che hanno saturato il reparto. Come ha dichiarato Novella Carannante, “Oggi, invece, registriamo una lunga serie di pazienti gravi che hanno saturato il reparto.”
Il cluster attuale colpisce prevalentemente una fascia d’età compresa tra i 35 e i 45 anni. Tra i casi più critici, un uomo di 46 anni è stato trasferito d’urgenza al Cardarelli per una grave insufficienza epatica. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che dal 1 marzo, all’ospedale Cotugno sono stati segnalati 59 casi complessivi di Epatite A, con 41 pazienti che hanno richiesto ricovero nel nosocomio specializzato in malattie infettive.
L’Epatite A è un’infezione virale acuta del fegato, trasmessa principalmente per via oro-fecale attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati. Il picco dei contagi di Epatite A si registra solitamente a gennaio, ma la Regione Campania ha attivato un programma di sorveglianza intensificata dal 20 febbraio per monitorare la situazione.
Novella Carannante ha anche espresso preoccupazione per l’affollamento dei reparti, affermando: “L’affollamento ci preoccupa e speriamo vada a diminuire.” Il virus ha un periodo di incubazione variabile tra le due settimane e i cinquanta giorni, il che complica ulteriormente la gestione dell’epidemia.
Dettagli rimangono non confermati riguardo a ulteriori sviluppi o misure preventive che potrebbero essere adottate nelle prossime settimane. La comunità è invitata a prestare attenzione alle norme igieniche per prevenire ulteriori contagi.