Fino a poco tempo fa, la comunicazione all’interno delle organizzazioni pubbliche e private in Italia presentava significative barriere per i dipendenti sordi. La mancanza di strumenti adeguati per garantire l’accesso alle informazioni e alla comunicazione ha spesso limitato la loro partecipazione attiva e il loro coinvolgimento nelle dinamiche lavorative quotidiane.
Il 16 marzo 2026, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha segnato un cambiamento decisivo attivando un servizio di video-interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per i suoi dipendenti sordi. Questo servizio, disponibile durante l’intero orario di lavoro, consente a ogni dipendente di richiedere l’intervento di un interprete professionale tramite un account personale. Si tratta di un passo significativo verso l’eliminazione delle barriere comunicative all’interno dell’organizzazione.
Robert Nisticò, uno dei portavoce dell’Agenzia, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di introdurre questo sistema”, sottolineando come questa iniziativa migliori la vita quotidiana dei dipendenti sordi. La possibilità di comunicare in modo efficace e diretto con i colleghi e i superiori rappresenta un cambiamento fondamentale per la loro integrazione e partecipazione attiva.
Giovanni Pavesi, un altro esponente dell’Agenzia, ha inquadrato l’iniziativa nel contesto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, affermando: “Si tratta di un passo in linea con i principi sanciti dalla Convenzione”. Questo approccio non solo risponde a esigenze pratiche, ma si allinea anche con i diritti umani fondamentali, promuovendo un ambiente di lavoro più inclusivo.
Le reazioni
Le reazioni a questa iniziativa sono state positive, con molti esperti che lodano l’Agenzia per il suo impegno verso l’inclusione. L’obiettivo finale è quello di rendere strutturale l’accessibilità comunicativa in AIFA, creando un ambiente di lavoro dove ogni dipendente, indipendentemente dalle proprie capacità, possa sentirsi parte integrante dell’organizzazione.
In un contesto più ampio, l’iniziativa dell’Agenzia Italiana del Farmaco rappresenta un esempio di come le istituzioni possano rispondere alle esigenze di inclusione e accessibilità. La piena partecipazione è un diritto, non un privilegio, e questo passo avanti dimostra un impegno concreto verso la realizzazione di questo principio.
Dettagli rimangono non confermati riguardo all’implementazione di ulteriori misure di supporto per i dipendenti sordi, ma l’inizio di questo servizio è già un segnale positivo per il futuro dell’inclusione lavorativa in Italia.