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Cosa è successo

La Procura di Milano ha emesso un decreto di controllo giudiziario nei confronti di Deliveroo Italy S.r.l., accusando l’azienda di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di circa 3.000 rider a Milano e 20.000 in tutta Italia. Secondo le indagini, il 73% dei rider percepisce stipendi inferiori a 1.245 euro lordi al mese, una cifra considerata sotto la soglia di povertà. Questo intervento segue un’azione simile contro Foodinho-Glovo e segna l’inizio di un’inchiesta sul sistema di food delivery in Italia, noto per il fenomeno del “caporalato digitale”.

Perché è importante

Il controllo giudiziario implica la nomina di un amministratore per vigilare sull’organizzazione delle posizioni lavorative all’interno di Deliveroo. L’azienda, con un fatturato di 240 milioni di euro, è accusata di pagare i propri rider con retribuzioni significativamente inferiori ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva, con stipendi che possono arrivare a essere inferiori del 90% rispetto ai minimi legali. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha dichiarato che il governo è impegnato a combattere il caporalato digitale e a recepire una direttiva europea che prevede la presunzione legale di subordinazione per i lavoratori delle piattaforme.

Cosa succederà dopo

Deliveroo ha dichiarato di essere pronta a collaborare con le autorità e sta esaminando la documentazione ricevuta. Le indagini potrebbero estendersi anche ad altri marchi nel settore della ristorazione e distribuzione. La situazione attuale potrebbe portare a un cambiamento significativo nel modello di business delle piattaforme di food delivery in Italia, specialmente se non ci sarà un intervento legislativo efficace.