Nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2026, gli orologi andranno avanti di un’ora: le 2:00 diventeranno le 3:00. Questo cambio segna l’inizio dell’ora legale, che resterà in vigore fino al 25 ottobre 2026. L’adozione dell’ora legale in Italia risale al 1916, inizialmente come misura di guerra, e nel 1965 è stata definitivamente regolamentata dalla legge 503.
Il passaggio all’ora legale ha avuto un impatto significativo sul consumo di energia elettrica. Dal 2004 al 2023, l’Italia ha risparmiato circa 2,2 miliardi di euro grazie a una riduzione dei consumi energetici, con un risparmio stimato di 720 milioni di kilowattora mantenendo l’ora legale tutto l’anno. Questo cambiamento ha anche contribuito a ridurre le emissioni di CO2, con circa 200.000 tonnellate evitate ogni anno.
Nel 2023, il risparmio economico è stato di 90 milioni di euro, con 170.000 tonnellate di CO2 evitate. Tuttavia, la questione se mantenere l’ora legale in modo permanente è attualmente oggetto di discussione. La Camera dei Deputati ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare questa possibilità.
Il beneficio più misurabile del cambio d’ora è, infatti, di natura economica. I dati suggeriscono che mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe portare a un risparmio di circa 180 milioni di euro. Tuttavia, il nodo resta europeo, poiché le decisioni in merito all’ora legale coinvolgono anche altri Stati membri dell’Unione Europea.
Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali sviluppi futuri sulla questione dell’ora legale permanente. Con l’approssimarsi del 29 marzo 2026, l’attenzione sarà rivolta non solo al cambio dell’ora, ma anche alle potenziali implicazioni economiche e ambientali di questa misura.