Gigi Buffon ha annunciato la sua dimissione come capo delegazione della nazionale italiana di calcio il 2 aprile 2026, subito dopo la partita contro la Bosnia. Questa decisione arriva in un momento critico, poiché l’Italia ha fallito la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva.
Nel suo messaggio su Instagram, Buffon ha dichiarato: “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo.” La sua scelta è stata influenzata anche dalla rinuncia di Gabriele Gravina, presidente della Figc, che si è dimesso a seguito della deludente prestazione della squadra.
Buffon ha sottolineato l’importanza di permettere al suo successore di scegliere la figura più adatta per il ruolo, affermando: “Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità.”
La rinuncia di Buffon segna la fine di un ciclo significativo nel calcio italiano, con l’uscita di scena di due figure chiave. Buffon ha espresso la sua gratitudine per l’onore di rappresentare la nazionale, dicendo: “Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino.”
La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali ha provocato un vero e proprio terremoto istituzionale, lasciando il futuro del calcio italiano in una fase di profonda ristrutturazione. Gli osservatori si chiedono ora quali saranno i prossimi passi della Figc e chi prenderà il posto di Buffon.
Dettagli rimangono non confermati riguardo ai potenziali candidati per la successione e alle strategie future della federazione. Tuttavia, è chiaro che il calcio italiano sta affrontando una fase di cambiamento necessaria per tornare ai vertici del calcio mondiale.