Cos’è successo
Il bonus sociale sui rifiuti, noto come bonus Tari, è stato finalmente implementato e apparirà nei bollettini inviati dai Comuni tra marzo e aprile. Questo sconto, che prevede una riduzione del 25% sull’importo dovuto per la Tassa Rifiuti (TARI), è stato introdotto dal Decreto Legge n. 124/2019, ma ha impiegato anni per diventare operativo. Con l’emanazione del DPCM 24/2025, il bonus ha trovato concreta applicazione.
Perché è importante
Il bonus Tari rappresenta un significativo aiuto economico per le famiglie in difficoltà, in quanto il risparmio può essere considerevole. Possono beneficiare del bonus i contribuenti che già ricevono agevolazioni sulle bollette di luce e gas, ma è necessario rispettare specifici limiti di reddito. Per le famiglie con un massimo di tre figli a carico, il reddito equivalente non deve superare i 9.530 euro, mentre per le famiglie numerose con almeno quattro figli, la soglia sale a 20.000 euro.
Cosa succede ora
Il termine per presentare la domanda di esenzione dal pagamento della TARI per l’anno in corso scade il 28 febbraio 2026. I cittadini che hanno già ottenuto l’agevolazione negli anni precedenti non devono ripresentare la richiesta, ma devono avere un’attestazione ISEE ordinario valida. L’Amministrazione comunale effettuerà controlli annuali sulla validità dell’ISEE dichiarato e, in caso di esito negativo, si perderà l’agevolazione e si dovrà recuperare la TARI dovuta.