Violenza in Cisgiordania
Negli ultimi giorni, la Cisgiordania ha registrato un’escalation di violenza, con quattro palestinesi uccisi in 24 ore a causa di attacchi di coloni. Tra le vittime, Amir Shanaran, 27 anni, è stato ucciso a Masafer Yatta, mentre suo fratello Khaled è rimasto gravemente ferito.
In un attacco a Abu Falah, sono morti Thaer Farouq Hamayel, 24 anni, e Farea Jawdat Hamayel, 57 anni. Inoltre, Mohammed Hassan Murra, 54 anni, è deceduto in ospedale dopo aver respirato gas lacrimogeni. In totale, otto persone sono state uccise dai coloni nella Cisgiordania occupata in soli otto giorni.
Dichiarazioni di Ben Gvir
Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha rilasciato dichiarazioni controverse, affermando che i cittadini di Gerusalemme ovest possono richiedere il porto d’armi senza rispettare i requisiti di legge, definendo il porto d’armi un “diritto fondamentale”. Questa posizione ha suscitato preoccupazioni tra i gruppi per i diritti umani.
Secondo l’organizzazione Al-Bidar, i raid dei coloni sono aumentati di circa il 25% negli ultimi mesi. I palestinesi, spesso minacciati e portati via in manette dai militari israeliani, si trovano in una situazione precaria, mentre i coloni non vengono interrogati o arrestati nella maggior parte dei casi.
Contesto della situazione
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che ai palestinesi viene imposto il disarmo, mentre pistole e fucili sono distribuiti liberamente ai coloni. La moschea di al-Aqsa, un luogo sacro per i musulmani, è attualmente chiusa dal governo israeliano, aumentando le tensioni nella regione.
Il capo del comando centrale ha dichiarato: “Stiamo lavorando per raggiungere rapidamente i responsabili e consegnarli alla giustizia”, ma le reazioni alla violenza continuano a crescere. Dettagli rimangono non confermati.