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I momenti chiave

Il 17 marzo 2026, Zaccaria Mouhib, conosciuto con il soprannome di Baby Gang, è stato arrestato a Calolziocorte, in provincia di Lecco. Questo arresto segue una serie di indagini che hanno rivelato un quadro preoccupante di attività criminali legate a Mouhib e al suo gruppo.

Mouhib è accusato di una serie di crimini gravi, tra cui il possesso e l’uso illegale di armi, rapina e aggressione aggravata. Le autorità hanno confermato che l’indagine è iniziata nel febbraio 2025, dopo un precedente arresto per possesso di armi clandestine. Da allora, sono emerse numerose accuse, con un dossier che conta ben 150 pagine.

Un aspetto particolarmente allarmante della vicenda è la violenza domestica subita dalla sua fidanzata, che ha riportato danni fisici e psicologici per un periodo di due anni, incluso un naso rotto. La giovane, di soli 22 anni, ha vissuto una situazione di abuso che ha sollevato preoccupazioni tra le autorità e i gruppi di sostegno.

Il 15 giugno 2025, Mouhib e altri membri del suo gruppo hanno aggredito tre cittadini romeni, accusandoli di furto. Questo episodio ha ulteriormente evidenziato la natura violenta delle attività del gruppo, descritto come un “entourage criminale” impegnato in atti di violenza e illegalità. Le indagini hanno rivelato che il gruppo organizzava ronde punitive contro i concorrenti nel mercato illegale.

Nonostante fosse sotto sorveglianza speciale, Mouhib ha mostrato un totale disprezzo per le misure giudiziarie, continuando a svolgere attività criminali. Questo comportamento ha portato a una crescente preoccupazione tra le forze dell’ordine, che hanno intensificato gli sforzi per fermare le sue operazioni.

In un’intervista, Mouhib ha dichiarato: “Ora basta, solo musica”, un’affermazione che ha suscitato reazioni contrastanti tra i cittadini e le autorità. La frase sembra riflettere un atteggiamento di sfida nei confronti della legge e della società.

Le reazioni all’arresto di Mouhib sono state immediate, con i carabinieri che hanno espresso soddisfazione per il risultato ottenuto. Tuttavia, il caso continua a sollevare interrogativi sulla sicurezza pubblica e sulla necessità di interventi più incisivi contro le baby gang e la violenza giovanile.

Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali ulteriori sviluppi legali per Mouhib e i suoi coimputati, ma la situazione è monitorata attentamente dalle autorità competenti.