assistente sociale famiglia nel bosco — IT news

Il 15 marzo 2026, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha preso una decisione cruciale riguardo ai tre figli di Catherine e Nathan Trevallion, collocandoli in una casa famiglia. Questa azione è stata motivata da preoccupazioni sul benessere dei minori, in un contesto già complesso e caratterizzato da tensioni tra le parti coinvolte.

L’assistente sociale Veruska D’Angelo ha presentato una segnalazione formale al tribunale contro gli avvocati della famiglia, accusandoli di comportamenti inadeguati. Gli avvocati hanno respinto le accuse, definendo l’iniziativa dell’assistente sociale come un atto senza precedenti.

Il giudice Cecilia Angrisano ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura e ha imposto un divieto di avvicinamento ai figli. Questo provvedimento ha suscitato reazioni forti, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha deciso di inviare ispettori ministeriali al Tribunale dell’Aquila per esaminare la situazione.

Maria Pina Benedetti, avvocata della famiglia, ha dichiarato che gli operatori della casa famiglia hanno ristabilito buone relazioni con i minori, contrariamente a quanto accaduto in precedenza, quando la madre aveva creato un rapporto negativo tra i bambini e gli operatori.

Marina Terragni, Garante per l’infanzia, ha segnalato difficoltà nella comunicazione con i servizi sociali e ha ritenuto gravemente offensiva l’accusa di insufficiente formazione delle assistenti sociali. La madre, Catherine, ha attaccato pubblicamente Veruska D’Angelo, contribuendo a un clima di tensione.

Nonostante le difficoltà, dopo l’allontanamento della madre, il rapporto con i bambini è tornato a migliorare. Tuttavia, il caso della famiglia nel bosco rimane caratterizzato da forti tensioni istituzionali e azioni giudiziarie, con le parti coinvolte che continuano a esprimere le proprie posizioni.

Le dichiarazioni di vari attori coinvolti evidenziano la complessità della situazione. “Bimbi restino in casa famiglia”, affermano i servizi sociali, mentre il servizio Ecad ha denunciato di essere stato messo alla gogna.

Maria Pina Benedetti ha aggiunto che “ha fatto affermazioni non corrispondenti alla realtà”, mentre Marina Terragni ha espresso la sua amarezza per l’atteggiamento non disponibile a una riflessione autocritica da parte di alcuni attori coinvolti.

Dettagli rimangono non confermati, ma la vicenda continua a evolversi, con l’attenzione del pubblico e delle istituzioni che rimane alta.