cambio ora — IT news

Fino ad oggi, l’ora legale in Italia ha rappresentato una pratica consolidata, con il suo inizio previsto tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo 2026. Questa misura, introdotta per sfruttare al meglio la luce del giorno, ha portato a un risparmio energetico significativo nel corso degli anni.

Nel 2019, il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva che consente ai singoli Stati di scegliere tra mantenere l’ora legale o passare a un sistema di ora solare permanente. Questa decisione ha aperto la strada a un dibattito acceso in Italia, dove l’84% dei 4,6 milioni di cittadini europei che hanno partecipato a una consultazione pubblica nel 2018 si è espresso a favore dell’abolizione del cambio d’ora.

Dal 2004 al 2023, l’adozione dell’ora legale ha permesso all’Italia di risparmiare circa 11,7 miliardi di kWh di energia elettrica, traducendosi in un risparmio economico di circa 2,2 miliardi di euro per i cittadini. Tuttavia, il cambiamento dell’ora ha anche effetti diretti sul ciclo sonno-veglia delle persone, portando a una riduzione di circa 3 ore di sonno il 29 marzo 2026.

La commissione Attività produttive della Camera ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare gli impatti dell’ora legale permanente sul territorio nazionale, in particolare sul comparto energetico e produttivo italiano. Secondo esperti, “l’ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre a un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente ‘sprecate’ a causa delle abitudini di orario.”

Inoltre, l’ora legale ha contribuito a ridurre le emissioni di CO2, con stime che indicano una diminuzione di 160.000 tonnellate all’anno. Questo è equivalente a circa 2 milioni di nuovi alberi piantati, un dato che sottolinea l’importanza di questa misura non solo per il risparmio energetico ma anche per l’ambiente.

Gioacchino Mennuni, esperto in materia, ha commentato che “l’ora di luce in più che avremo ritarda la fase dell’addormentamento, legata alla produzione di melatonina favorita proprio dal buio.” Tuttavia, ha anche rassicurato che “tutto dovrebbe tornare alla normalità, senza grossi disagi, nell’arco di 2-3 giorni” dopo il cambio ora.

La discussione sull’ora legale in Europa è iniziata con una consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nel 2018, e ora, con l’approssimarsi del 2026, le decisioni che verranno prese potrebbero avere un impatto duraturo sul modo in cui gli italiani vivono il loro tempo e gestiscono le loro risorse energetiche.

Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali modifiche definitive al sistema attuale, ma l’attenzione verso il tema è in costante crescita.