I numeri
Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, è morto il 19 marzo 2026 a Varese all’età di 84 anni. La sua carriera politica, iniziata nel 1987, ha avuto un impatto duraturo sulla scena politica italiana, specialmente in relazione alle questioni di autonomia del Nord Italia.
Bossi è stato un personaggio controverso, noto per il suo linguaggio provocatorio e il suo stile populista. Ha coniato il famoso slogan “Roma ladrona” per criticare il governo centrale, un’affermazione che ha risuonato profondamente tra i sostenitori della Lega. Durante il suo mandato, ha ricoperto ruoli significativi, tra cui quello di ministro per le riforme istituzionali e il federalismo, dal 1994 al 2011.
La sua carriera politica è stata segnata da eventi significativi, come l’ictus subito nel 2004, che ha influenzato la sua attività pubblica. Nonostante le sfide personali, Bossi è rimasto una figura centrale nella Lega Nord e ha contribuito alla crescita del regionalismo in Italia, promuovendo l’autonomia della Padania contro il governo di Roma.
Bossi ha servito come membro del Parlamento italiano dal 1987 fino alle sue dimissioni nel 2012, e la sua retorica politica spesso includeva elementi di confronto diretto e provocazioni. È stato anche associato a leggi contro l’immigrazione, che hanno suscitato dibattiti accesi nel paese.
Le reazioni alla sua morte sono state immediate e toccanti. Matteo Salvini ha dichiarato: “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita.” Altri leader politici, come Luca Zaia, hanno sottolineato l’importanza di Bossi per l’intero paese, affermando: “Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese.”
La figura di Bossi ha suscitato anche riconoscimenti da avversari politici, come Pierluigi Bersani, che ha descritto Bossi come “l’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene.” Antonio Tajani, di Forza Italia, ha espresso il suo cordoglio, affermando: “Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega.”
Umberto Bossi ha lasciato un’eredità complessa, caratterizzata da una forte spinta per l’autonomia regionale e da una retorica che ha polarizzato l’opinione pubblica. La sua morte segna la fine di un’era nella politica italiana, ma la sua influenza continuerà a essere avvertita, mentre il dibattito sull’autonomia e sul regionalismo rimane vivo nel paese. Dettagli rimangono non confermati.