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Joe Kent ha annunciato oggi la sua dimissione dalla guida del National Counterterrorism Center, affermando di non poter sostenere la guerra in Iran in buona coscienza. La sua decisione arriva in un contesto di crescente dissenso all’interno dell’amministrazione Trump riguardo alle azioni militari in Iran.

Kent ha dichiarato: “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran.” Durante la sua comunicazione, ha anche sostenuto che l’Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti, aggiungendo che la guerra è stata avviata a causa delle pressioni esercitate da Israele e dalla sua potente lobby americana.

Veterano della guerra in Iraq, Kent ha perso sua moglie, Shannon, in un attacco suicida in Siria nel 2019. La sua esperienza personale e professionale lo ha portato a servire come consigliere senior per Tulsi Gabbard, il Direttore dell’Intelligence Nazionale.

La nomina di Kent a direttore del National Counterterrorism Center era avvenuta il 3 febbraio 2025, per volere di Donald Trump. Tuttavia, la sua recente uscita è vista come un significativo allontanamento dalla posizione dell’amministrazione riguardo al conflitto con l’Iran.

Trump ha commentato la dimissione di Kent, esprimendo soddisfazione per la sua partenza e descrivendolo come “debole sulla sicurezza”. Ha dichiarato: “Sono felice che sia fuori, sosteneva che l’Iran non era una minaccia.”

La lettera di dimissioni di Kent ha suscitato critiche bipartisan, evidenziando le tensioni esistenti all’interno del governo. Kent aveva precedentemente tentato senza successo di essere eletto al Congresso in due occasioni nello stato di Washington.

Questa situazione mette in luce le divisioni interne riguardo alla politica estera degli Stati Uniti e le implicazioni delle pressioni esterne, in particolare quelle provenienti da Israele.

Dettagli rimangono non confermati.