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Fino al 17 marzo 2026, Ali Larijani era considerato uno dei leader più influenti dell’Iran, noto per il suo approccio pragmatico e per il suo ruolo cruciale nelle trattative sul nucleare nel 2015. La sua carriera politica si era estesa per decenni, ricoprendo posizioni chiave come quella di Ministro della Cultura e Presidente del Parlamento dal 2008 al 2020.

La situazione è cambiata drasticamente con la notizia della sua morte, avvenuta a seguito di un raid israeliano. Larijani, 67 anni, era stato recentemente riappuntato come Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale nel 2025, e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto significativo nel governo iraniano.

La reazione immediata è stata di shock e indignazione tra i sostenitori di Larijani e all’interno del regime. Vali Nasr, esperto di politica iraniana, ha sottolineato che “con ogni assassinio, Stati Uniti e Israele alimentano una radicalizzazione sempre maggiore della leadership iraniana”, evidenziando le potenziali ripercussioni della sua morte.

Larijani era visto come il vero leader dell’Iran dopo la morte di Ali Khamenei, e la sua uccisione potrebbe alterare gli equilibri di potere all’interno del paese. La sua figura era stata centrale anche nella repressione delle proteste nel gennaio 2025, il che rende la sua eredità complessa e controversa.

Inoltre, la sua morte potrebbe influenzare le relazioni internazionali dell’Iran, specialmente con Israele e gli Stati Uniti. La sua visione e il suo approccio pragmatico erano considerati fondamentali per la navigazione delle tensioni geopolitiche.

Larijani ha pubblicato tre libri su Kant e aveva una formazione in Matematica, Informatica e Filosofia Occidentale, dimostrando un’intelligenza e una preparazione che lo distinguevano nel panorama politico iraniano.

La sua scomparsa è stata descritta come un colpo mortale per il regime, con alcuni che affermano: “Era lui a governare davvero il Paese, è stato falciato il regime al livello più alto”. Questo commento riflette la percezione che Larijani avesse un’influenza significativa sulle decisioni politiche.

Il futuro della leadership iraniana è ora incerto, e gli eventi che seguiranno potrebbero avere un impatto duraturo sulla stabilità del paese e sulla sua posizione nel contesto internazionale.

Dettagli rimangono non confermati riguardo alle circostanze esatte della sua morte e alle reazioni che seguiranno all’interno del regime e tra la popolazione.