Un allarme meningite è stato lanciato in Inghilterra dopo la morte di due giovani nel Kent a causa di un focolaio di meningite MenB. Questo evento ha sollevato preoccupazioni significative tra la comunità locale e le autorità sanitarie.
Le vittime, un ragazzo di 21 anni e una ragazza di 18 anni, sono decedute a seguito di complicazioni legate alla malattia. Inoltre, 13 persone sono state ricoverate in ospedale, con un caso che ha richiesto un intervento d’urgenza, ma la persona è ora fuori pericolo.
Il batterio responsabile del focolaio è stato identificato come meningococco B (MenB). Le autorità sanitarie hanno confermato che il contagio avviene tramite contatto ravvicinato e prolungato, il che ha portato a misure preventive immediate.
Il focolaio è stato registrato principalmente tra l’Università del Kent e una scuola superiore a Faversham. In risposta alla situazione, più di 30.000 persone sono state invitate a sottoporsi a esami preventivi per identificare eventuali casi di meningite.
L’Università del Kent ha sospeso tutti gli esami e gli eventi per limitare i contatti tra gli studenti, mentre il governo ha avviato una campagna di vaccinazione per proteggere gli studenti dell’università.
Il ministro della Sanità britannico ha descritto il focolaio come “senza precedenti”, sottolineando l’importanza di affrontare questa emergenza con la massima serietà. Le autorità sanitarie hanno negato ritardi e sottovalutazioni nella gestione della situazione.
La meningite è un’infiammazione acuta delle meningi, che può essere causata da virus, batteri o funghi. È più frequente tra neonati e bambini nei primi anni di vita e nelle persone con deficit del sistema immunitario.
Le indagini continuano per comprendere meglio come il batterio possa essersi diffuso, con ipotesi che includono un nightclub di Canterbury come possibile luogo di contagio.
“Siamo consapevoli che questo è un momento molto triste e preoccupante per la nostra comunità e stiamo facendo tutto il possibile per offrire consulenza e supporto”, hanno dichiarato i vertici dell’università.
Dettagli rimangono non confermati.