Peter Thiel è attualmente a Roma per tenere seminari privati sul tema dell’Anticristo, un evento che ha attirato l’attenzione di circa 100 leader di opinione cattolici selezionati. Il primo seminario si è svolto il 15 marzo 2026 presso Palazzo Taverna, con regole rigorose, tra cui il divieto di utilizzare telefoni cellulari e un accordo di riservatezza che prevede una penale di 10.000 euro in caso di violazione.
La visita di Thiel è stata organizzata dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti e dal Cluny Institute, quest’ultimo affiliato alla Catholic University of America. Tuttavia, il governo italiano ha negato qualsiasi incontro ufficiale tra Thiel e funzionari governativi, sollevando interrogativi sulla natura della sua visita.
Thiel, noto per il suo coinvolgimento in discussioni controverse riguardanti tecnologia e società, ha avuto rapporti con Palantir, che dal 2024 ha stipulato contratti segreti con il Ministero della Difesa italiano. Tra il 2017 e il 2020, il governo italiano ha speso 1.200.000 euro per il software di Palantir, con ulteriori 600.000 euro spesi nel 2023.
Le discussioni di Thiel si concentrano su temi di interpretazioni apocalittiche e sul ruolo della tecnologia nella società, con un particolare focus sull’idea che la paura del collasso possa portare le società ad abbracciare soluzioni autoritarie. “La paura del collasso – sostiene Thiel – rende le società più disposte ad abbracciare soluzioni autoritarie che promettono sicurezza a qualsiasi costo,” ha dichiarato.
Il seminario intitolato “L’Anticristo biblico” è parte di un tour più ampio di Thiel negli Stati Uniti e in Europa, dove discute temi di religione e intelligenza artificiale. Dettagli rimangono unconfirmed riguardo alle specifiche località dei successivi incontri dopo il 15 marzo.
In un contesto di tensioni crescenti legate alla guerra in Iran, la visita di Thiel ha suscitato preoccupazioni e dibattiti, specialmente tra i leader religiosi. L’Associazione culturale Vincenzo Gioberti ha dichiarato: “La nostra Associazione indaga anche esperienze e modelli politici premoderni, perché riconosce la profonda verità evangelica che ‘il vecchio è migliore’.”
Il problema è che anche molti vescovi contrari all’intelligenza artificiale hanno i fondi pensione delle loro diocesi investiti in IA, complicando ulteriormente il dibattito.
Con la crescente attenzione verso i temi trattati da Thiel, il suo approccio potrebbe influenzare le discussioni future sulla tecnologia e la religione, ma resta da vedere come si svilupperanno questi eventi.