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Attacco alla base italiana a Erbil

Il 11 marzo 2026, la base italiana a Erbil, in Iraq, è stata colpita da un attacco missilistico. Fortunatamente, non ci sono vittime tra il personale italiano, come confermato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha dichiarato: “Non ci sono vittime tra il personale italiano. Stanno tutti bene.” Questo attacco rappresenta un evento significativo nel contesto delle operazioni militari italiane nella regione.

La base di Erbil è parte di un’operazione internazionale contro l’Isis e ospita attualmente circa 120 militari italiani. Le due principali installazioni militari italiane a Erbil sono Camp Singara e Camp Paterna. Camp Singara, istituita nel 2014, accoglie circa 300 militari, mentre Camp Paterna ospita circa 60 militari e diversi elicotteri.

Il ministro Crosetto ha confermato che l’attacco è avvenuto mercoledì, ma non ha fornito dettagli sull’esito dell’attacco. Le autorità stanno indagando sulla provenienza del missile, che potrebbe essere di origine iraniana o di milizie filo-iraniane. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha espresso una ferma condanna per l’attacco, affermando: “Ferma condanna per l’attacco che ha subito la base italiana di Erbil.”

Non è chiaro quale delle due installazioni sia stata colpita e i dettagli rimangono non confermati. La situazione attuale è di grande attenzione, poiché le forze italiane continuano a operare in un contesto complesso e instabile. La base di Erbil è stata istituita nell’ambito dell’operazione internazionale contro l’Isis, che ha visto l’impegno di diverse nazioni nel contrastare la minaccia terroristica nella regione.

Le reazioni all’attacco sono state immediate, con le autorità italiane che hanno avviato un’indagine per chiarire le circostanze dell’incidente. Le forze italiane a Erbil sono parte di un ampio sforzo internazionale per stabilizzare la regione e combattere le forze estremiste. La sicurezza del personale militare rimane una priorità assoluta.

Il numero di militari italiani a Erbil è significativo, con 300 unità a Camp Singara e 60 a Camp Paterna. Questo attacco missilistico sottolinea le sfide continue che le forze italiane affrontano in Iraq e la necessità di rimanere vigili in un ambiente di sicurezza volatile.

In attesa di ulteriori informazioni, le autorità italiane continuano a monitorare la situazione e a garantire la sicurezza del personale. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, poiché l’attacco potrebbe avere ripercussioni più ampie sulla stabilità della regione e sulle operazioni contro l’Isis.

Dettagli rimangono non confermati, ma l’attenzione rimane alta mentre le autorità valutano le conseguenze di questo attacco sulla missione italiana in Iraq.