Situazione preesistente
Prima dell’annuncio ufficiale del referendum, le aspettative riguardavano una riforma della giustizia che avrebbe dovuto migliorare l’accesso ai diritti e il funzionamento del servizio. Tuttavia, la proposta di riforma non affrontava i problemi concreti del sistema giustizia, suscitando scetticismo tra gli esperti e i cittadini.
Cambiamento decisivo
Il momento decisivo è arrivato con il decreto del Presidente della Repubblica del 7 febbraio 2026, che ha ufficializzato il quesito referendario. Il referendum si svolgerà il 22 e 23 marzo 2026, con la scheda di colore verde. Si voterà domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.
Effetti diretti
La riforma proposta introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, creando due distinti organismi di autogoverno e una nuova Alta Corte disciplinare. Votare sì significa confermare la riforma, mentre votare no significa respingerla e impedirne l’entrata in vigore.
Prospettive e opinioni
Il referendum è costituzionale e confermativo, senza quorum, il che significa che è valido indipendentemente dal numero complessivo dei votanti. Gli esperti avvertono che una riforma della giustizia dovrebbe realmente migliorare l’accesso ai diritti e il funzionamento del servizio, ma la proposta attuale non sembra affrontare le problematiche fondamentali.
Il quesito referendario chiede di approvare o respingere una legge di revisione di sette articoli della Costituzione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Dettagli rimangono non confermati.