Il referendum sulla giustizia: cosa c’è da sapere
Il voto referendum giustizia si svolgerà il 22 e 23 marzo 2026 in Italia. Ma cosa implica questo referendum e quali sono le sue conseguenze?
Il referendum riguarda una legge costituzionale che modifica sette articoli della Costituzione, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 7 alle 23 del 22 marzo e dalle 7 alle 15 del 23 marzo.
Il quesito che gli italiani troveranno sulla scheda chiede di approvare o respingere la legge, approvata dal Parlamento con 243 voti a favore alla Camera e 112 al Senato, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025.
Non è previsto un quorum per il referendum, il che significa che ogni voto sarà determinante. Gli elettori italiani residenti all’estero hanno già votato per corrispondenza entro il 24 gennaio 2026. I fuori sede, invece, dovranno spostarsi per votare, ma possono usufruire di agevolazioni per il viaggio.
Il referendum è stato richiesto sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, evidenziando l’importanza della riforma per il sistema giudiziario italiano. “Votare sì significa confermare la riforma, mentre votare no significa respingerla e impedirne l’entrata in vigore”, affermano i sostenitori della legge.
La scheda del referendum sarà di colore verde e conterrà il quesito che chiede di approvare il testo della legge di revisione degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione.
“Una riforma della giustizia dovrebbe migliorare davvero l’accesso ai diritti e il funzionamento del servizio”, sostengono i promotori della riforma.
Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali sviluppi futuri o a come la riforma potrebbe influenzare il sistema giudiziario italiano nel lungo termine.