Assenza dell’Iran alle Paralimpiadi Invernali 2026
Il 6 marzo 2026, Milano Cortina ospiterà le Paralimpiadi Invernali, ma l’Iran non parteciperà a questo importante evento sportivo. La notizia è stata confermata dal Comitato Paralimpico Iraniano, che ha dichiarato che non era possibile garantire un passaggio sicuro per l’unico atleta iscritto, Aboulfazl Khatibi Mianaei.
Khatibi, che ha già partecipato alle Paralimpiadi di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, avrebbe dovuto competere nella sprint in tecnica classica standing il 10 marzo e nella 10 km TC standing a intervalli il giorno successivo. Tuttavia, a causa di questioni di sicurezza, non potrà raggiungere l’Italia.
Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, ha espresso il suo dispiacere per la situazione, sottolineando che “è un grande dispiacere per lo sport mondiale e soprattutto per Aboulfazl non poter viaggiare in sicurezza per competere nella sua terza Paralimpiade invernale.”
Il conflitto in Medio Oriente ha reso difficile il dialogo con il Comitato Paralimpico Iraniano, aggravando ulteriormente la situazione. Inoltre, i sistemi di comunicazione sono interrotti in gran parte dell’Iran, complicando ulteriormente la questione.
Parsons ha aggiunto: “Non poter competere ai Giochi Paralimpici Invernali a causa di fattori al di fuori del proprio controllo dopo anni di allenamento e dedizione è straziante per l’atleta e la nostra solidarietà va ad Aboulfazl in questo momento difficile.”
La decisione dell’Iran di non partecipare alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 rappresenta una significativa perdita per l’evento e per l’atleta stesso, che ha dedicato anni alla preparazione per questa competizione.
Attualmente, la situazione rimane tesa e incerta, con dettagli che non sono stati confermati. La comunità sportiva internazionale osserva con attenzione gli sviluppi futuri, sperando in una risoluzione che possa garantire la sicurezza degli atleti.
In sintesi, l’assenza dell’Iran alle Paralimpiadi Invernali rappresenta non solo una sfida per Khatibi, ma anche un riflesso delle difficoltà più ampie che gli atleti possono affrontare a causa di fattori esterni.