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Nuove rivelazioni su Susan Sarandon

Il 27 febbraio 2026, a Barcellona, l’attrice premio Oscar Susan Sarandon ha rivelato di essere stata esclusa da Hollywood a causa della sua posizione pro-Palestina. Durante un evento, ha dichiarato di essere stata licenziata dalla sua agenzia, la United Talent Agency, dopo aver partecipato a una manifestazione a favore di Gaza nel novembre 2023.

Sarandon, che ha 79 anni e ha ricevuto cinque nomination agli Oscar, ha affermato che è diventato impossibile per lei lavorare in televisione o in film significativi a Hollywood. “Sento una repressione e una censura negli Stati Uniti che non ho mai sperimentato prima”, ha detto.

La sua esclusione è stata descritta come una “caccia alle streghe moderna” per aver espresso solidarietà con Gaza. Sarandon ha trovato rappresentanza in Inghilterra e Italia, dove continua a lavorare.

La situazione di Sarandon ha suscitato reazioni contrastanti sui social media, con accuse di antisemitismo nei suoi confronti. Tuttavia, in Italia, il suo attivismo è visto con ammirazione e la stampa ha riportato la sua storia con toni comprensivi, evidenziando le difficoltà affrontate dagli artisti esclusi da Hollywood.

Durante l’evento, Sarandon ha ricevuto il premio Goya Internacional per la sua carriera, un riconoscimento che sottolinea il suo impatto nel mondo del cinema.

“Ho trovato agenti in Inghilterra e in Italia, e lavoro lì”, ha aggiunto, evidenziando la sua resilienza nonostante le avversità. La sua attitudine continua a ispirare molti, specialmente in un contesto di crescente polarizzazione politica.

Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali sviluppi futuri nella sua carriera cinematografica. Tuttavia, la sua voce continua a risuonare in un panorama artistico sempre più complesso.

La prossima apparizione di Sarandon sarà in un episodio di Splendida Cornice il 5 marzo 2026, dove si prevede che discuterà ulteriormente della sua esperienza e delle sue posizioni politiche.

La storia di Susan Sarandon è un chiaro esempio di come l’attivismo possa influenzare la carriera di un artista, sollevando interrogativi su libertà di espressione e censura nell’industria cinematografica.