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Reggio Emilia. Un netto passo indietro. Sia per quanto riguarda la prestazione che l’atteggiamento rispetto a quattro giorni fa, sia per le aspirazioni di partecipare alla prossima Champions League. Se il match contro la Cremonese all’inizio di febbraio era stato un banco di prova, superato, il 2-1 subito sul campo del Sassuolo rappresenta una bocciatura all’esame universitario. Di quelle pesanti, peraltro. Non compromette, ma rende tutto più difficile. Infatti, il Sassuolo ha battuto l’Atalanta 2-1 al Mapei Stadium.

Il clima è cambiato rispetto a quando, quasi quattro mesi fa, il Sassuolo trionfava 3-0 a Bergamo, portando Juric sull’orlo del baratro. Da quel momento, tutto è mutato per l’Atalanta, che è risalita in classifica, ma è stata bruscamente riportata alla realtà da Berardi e i suoi compagni. Anche a novembre, avevano spento l’Atalanta solo quattro giorni dopo un’impresa europea: in quell’occasione, era stata l’impresa di Marsiglia, firmata ancora da Samardzic nel recupero. La prima volta è stata a marzo 2023.

Un’opportunità sprecata, enorme, considerando il confronto diretto tra Roma e Juventus che inevitabilmente rallenta almeno una diretta rivale. Perché 75 minuti in inferiorità numerica non si sono percepiti, se non nella percentuale di possesso palla. Nessuna alternativa, una reazione solo nervosa, che non è di natura caratteriale. Insomma, il peggior modo per avviare un mese di marzo estremamente complicato e ricco di impegni. Il Sassuolo ha giocato in inferiorità numerica dal 16′.

Il match tra Sassuolo e Atalanta

È una delle rare trasferte senza restrizioni negli ultimi tempi, almeno in campionato. Sono presenti quasi 1.800 tifosi, con l’intento di sostenere i nerazzurri (in bianco, o meglio, panna) nella corsa alla Champions, proprio nel luogo dove è iniziata l’avventura europea nel 2018 e dove è stata conquistata la Champions per la prima volta quasi sette anni fa. Non mancano però le contestazioni per i 39 euro richiesti per il settore ospiti scoperto: “Vergogna” è il messaggio esposto su uno striscione. Conciso e diretto. Anche il messaggio che viene srotolato a metà del secondo tempo celebra la rimonta contro il Dortmund di quattro giorni fa. La prima volta è stata a marzo 2023.

Oltre a De Ketelaere e Raspadori, Palladino deve rinunciare anche ad Ahanor a causa di un attacco febbrile manifestatosi nelle ultime ore, e a Ederson: il brasiliano non è ancora tornato al 100% dopo l’affaticamento subito la settimana scorsa, quindi si è deciso di lasciarlo a Zingonia per un lavoro personalizzato. “Stiamo monitorando la situazione giorno per giorno” afferma il tecnico a Dazn. Ci sono solo due sostituzioni rispetto all’undici che mercoledì sera ha ribaltato il Borussia: Djimsiti al posto di Hien e Bellanova per Zappacosta, probabilmente i due migliori in campo.

Non molte novità, ma un chiaro segnale di continuità che sottolinea l’importanza del pomeriggio nuvoloso a Reggio Emilia. Il tridente rimane invariato negli interpreti, ma con una disposizione diversa: dietro ai “due”, con Samardzic libero di muoversi e Scamacca pronto a occupare l’area, si trova un Zalewski che opera da trequartista, inserendosi in due occasioni tra le linee della difesa del Sassuolo, riuscendo a perforarla senza però centrare la porta dopo buoni controlli, assistito dai passaggi precisi di Kolasinac e Pasalic, oltre a costringere Idzes a ricevere un’ammonizione.

L’inerzia è a favore dell’Atalanta, con la difesa che aggredisce in modo molto alto e proprio da questa strategia scaturisce il primo episodio decisivo del match: dopo quindici minuti, Pinamonti colpisce la caviglia di Djimsiti, che riesce ad anticiparlo. Rosso diretto per Marchetti, che osserva la scena da una distanza ravvicinata e con una visuale chiara. Qui si presenta un primo paradosso: il Sassuolo, schierato con un 4-3-3 e Muric in porta, riesce a creare più problemi ripartendo in velocità con Laurienté, spostato dal lato esterno al centro.

Alla prima occasione in cui il campo si presenta, la squadra di Grosso passa in vantaggio con Koné, lasciato solo a pochi passi dalla porta su un corner che incredibilmente attraversa il primo palo generando confusione. Carnesecchi, che in precedenza aveva già compiuto un miracolo su Thorstvedt, non riesce a ripetersi. La superficialità dei nerazzurri è evidente. La ricerca del pareggio si basa più sulla frustrazione che su idee chiare, specialmente con Samardzic spesso ostinato. L’unico momento degno di nota è un colpo di testa di Bellanova che costringe Muric a un intervento. Per il resto, le due linee molto compatte della difesa emiliana concedono poco o nulla. Anzi, il Sassuolo si avvicina maggiormente al gol con Muharemovic che colpisce di testa, ma la palla finisce larga da una posizione favorevole. Il Sassuolo schiera un 4-3-3 con Muric in porta.

Palladino appare teso negli spogliatoi e all’uscita emergono tre novità: Zappacosta a destra, Kamaldeen e Krstovic nel tridente, mentre Zalewski arretra da quinto e Bernasconi, Bellanova e Scamacca rientrano negli spogliatoi. Tuttavia, ciò che si osserva in campo non cambia: la superiorità numerica del Sassuolo, che gioca in inferiorità dal 16′, non si traduce in occasioni concrete, ma solo in un predominio del possesso palla. Un possesso sterile che non riesce mai a liberare giocatori in posizioni pericolose. Come nel primo tempo, il Sassuolo approfitta della situazione e, risalendo il campo, affossa la Dea con il 2-0 firmato da Thorstvedt.

Krstovic cerca di rispondere chiamando Muric in azione con un colpo di testa. Il Sassuolo, schierato con un 4-3-3, inizia a calare e concede diverse opportunità improvvisate: una conclusione di Samardzic colpisce il palo, con il portiere kosovaro che interviene, e poi c’è il guizzo di Musah su assist di Zappacosta. Tuttavia, il tempo scorre per la Dea, che tenta ancora con il colpo di testa di Scalvini, parato da Muric. La rimonta non si concretizza e la squadra esce a testa bassa, consapevole di aver sprecato una grande opportunità dopo 75 minuti in superiorità numerica, subendo la prima sconfitta in campionato nel 2026 in modo brusco.

Sassuolo ha battuto l’Atalanta con un punteggio di 2-1.

Marcatori: 23′ Koné, 69′ Thorstvedt, 86′ Musah per l’Atalanta.

Il Sassuolo (4-3-3): Muric; Coulibaly, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Matic (73′ Lipani), Koné (89′ Doig); Berardi (73′ Fadera) (79′ Iannoni), Pinamonti, Laurienté (73′ Nzola). In panchina: Turati, Satalino, Zacchi, Romagna, Pedro Felipe, Vranckx, Volpato, Bakola, Moro. Il Sassuolo ha trionfato contro l’Atalanta con un punteggio di 2-1 al Mapei Stadium. Allenatore: Grosso.

Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (75′ Hien), Kolasinac; Bellanova (46′ Zappacosta), De Roon, Pasalic, Bernasconi (46′ Kamaldeen); Zalewski (67′ Musah); Samardzic, Scamacca (46′ Krstovic). A disposizione: Sportiello, Rossi, Kossounou, Bakker, Vavassori. Allenatore: Palladino

Arbitro: Marchetti

Ammoniti: Idzes (12′), Bernasconi (21′), Zalewski (58′) per comportamento scorretto; Grosso (all., 46+2′), Matic (57′), Palladino (all.) per contestazioni

Espulsione per Pinamonti al 16′ a causa di un grave fallo su Djimsiti durante la partita Sassuolo – Atalanta.

Nota: 13.260 spettatori. Recupero: pt 2′, st 6′

Il Sassuolo ha affrontato l’Atalanta

1-0 Koné (23’) – Un calcio d’angolo dalla sinistra, frutto di un’incomprensione tra Djimsiti e Scalvini, viene eseguito con il piede destro da Laurienté, che si trova in area: la sfera attraversa il primo palo e colpisce praticamente il centrocampista neroverde, il quale, a due metri dalla linea di porta, non riesce a evitare il gol, mentre Carnesecchi non riesce a compiere il miracolo. Koné segna il primo gol al 23′ su assist di Laurienté.

2-0 Thorstvedt (69′) – L’Atalanta è sbilanciata, Laurienté viene lanciato in profondità e, trovandosi solo contro quattro avversari, temporeggia, scambia con Koné, che aveva segnato il primo gol al 23′ su assist di Laurienté, e poi serve Thorstvedt. Quest’ultimo, al limite dell’area, ha il tempo di mirare e colpire con il sinistro, mandando la palla dritta all’incrocio dei pali.