scudo penale — IT news

Il contesto del decreto sicurezza

Il recente fermo del poliziotto Carmelo Cinturrino, disposto dalla Procura di Milano, ha riacceso il dibattito sullo scudo penale contenuto nel decreto sicurezza approvato dal governo. Martedì sera, il decreto, che include anche divieti sull’uso di coltelli e misure di fermo preventivo durante manifestazioni, è stato ufficialmente approvato e entrerà in vigore.

Modifiche rispetto alla normativa precedente

Il nuovo decreto introduce significative modifiche rispetto alla legge precedente. Secondo l’articolo 335 del codice di procedura penale, il pubblico ministero deve registrare immediatamente ogni notizia di reato. Tuttavia, l’articolo 12 del nuovo decreto stabilisce che, in presenza di una “causa di giustificazione”, si segua una procedura differente, consentendo una annotazione preliminare del nome della persona coinvolta.

Implicazioni e chiarimenti

Nonostante le speculazioni, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ha chiarito che non esiste alcuno scudo penale per le forze di polizia nel nuovo decreto. Ogni operatore rimane soggetto alla responsabilità penale e al controllo dell’autorità giudiziaria. Le nuove disposizioni riguardano esclusivamente il procedimento di registrazione e non alterano la punibilità dei fatti o l’esito delle indagini.

Prossimi passi

Il decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e successivamente sarà inviato al Senato per avviare le procedure di conversione. La discussione pubblica su queste norme continuerà, con particolare attenzione alle implicazioni per la sicurezza e la responsabilità delle forze di polizia.