Che cosa è successo
Nel mese di gennaio 2026, l’Istat ha riportato un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) del +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua, confermando la stima preliminare. Questo rappresenta il livello più basso di inflazione dal novembre 2024, con un incremento dei prezzi principalmente dovuto ai costi degli alimentari e dei servizi abitativi.
Perché è importante
La crescita dei prezzi al consumo è influenzata da vari fattori, tra cui l’aumento dei costi degli alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), e dei servizi relativi all’abitazione (+4,4%). Inoltre, l’Istat ha segnalato una continua diminuzione della popolazione italiana, con un calo di 13.000 unità rispetto all’inizio dell’anno, evidenziando una tendenza negativa dovuta principalmente al calo delle nascite.
Cosa succederà dopo
Le previsioni dell’Istat indicano che, se la tendenza attuale continua, la popolazione italiana potrebbe scendere a circa 54,7-54,8 milioni entro il 2050. Questo comporterebbe un invecchiamento significativo della popolazione, con un aumento della percentuale di ultra-sessantacinquenni e un conseguente impatto sul sistema di welfare del Paese.