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L’Inter non si ferma più, supera anche il Genoa e si porta a +13 sul Milan, che domani affronterà la Cremonese, a una settimana dal derby contro i rivali rossoneri. I nerazzurri non brillano contro i rossoblu, ma con un gol per tempo (Dimarco nel primo e Calhanoglu su rigore nel secondo) ottengono l’ottava vittoria consecutiva in campionato, raggiungendo così la quattordicesima affermazione nelle ultime partite. L’allenatore del Genoa commenta la sconfitta contro l’Inter.

Dopo 27 partite, la squadra di Chivu raggiunge i 67 punti per la terza volta nella storia del club nell’era dei tre punti, replicando le stagioni 2023-24 e 2006-07. È un modo ideale per superare la delusione dell’eliminazione dalla Champions League e prepararsi alla stracittadina della settimana prossima. Davanti a oltre 70mila spettatori a San Siro, tra cui Arianna Fontana, fresca di record di medaglie per un atleta italiano alle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina, l’Inter prende subito il controllo del gioco, mentre il Genoa si difende con ordine e cerca di ripartire. Bonny è il primo a mettere alla prova Bijlow con un sinistro al volo, che il portiere rossoblu devia in corner. I nerazzurri aumentano il ritmo e sfiorano il vantaggio con un destro da lontano di Mkhitaryan, che, deviato da Vasquez, colpisce la traversa. Bijlow si dimostra decisivo poco dopo, con un altro tuffo su un colpo di testa preciso di Bonny. Tuttavia, l’ex PSV cede all’ennesima magia di Dimarco: l’esterno, servito da un lancio di Mkhitaryan, trova un mancino al volo che si infila nell’angolino basso. Per l’esterno italiano è il sesto gol in campionato, a cui si aggiungono 14 assist: in totale, il suo contributo è presente in 20 gol, eguagliando il record di Massimo Oddo nella Serie A a 20 squadre (2005/06). Nella ripresa, De Rossi inserisce Amorim per un Malinovskyi poco ispirato, ma è tutto il Genoa a spingere, aumentando la pressione e costringendo l’Inter a difendersi. Chivu cerca di scuotere i suoi dalla panchina, facendo entrare Bisseck, Esposito e Calhanoglu, mentre nel Genoa Ekuban, Ekhator e Messias sostituiscono Vitinha, Colombo e Baldanzi. Nel miglior momento dei rossoblu, però, l’Inter colpisce con freddezza. Luis Henrique sfiora il raddoppio con un destro deviato da Martin, su cui Bijlow si salva grazie al palo. Sul prosieguo dell’azione, il pallone torna al brasiliano che crossa, ma Amorim devia nettamente con la mano, e Fabbri non ha dubbi nel concedere il rigore: Calhanoglu non sbaglia dal dischetto, portando il punteggio sul 2-0 e tornando al gol dopo un mese e mezzo. Nonostante il doppio svantaggio, il Genoa non si arrende, con Ekhator che per poco non devia un cross basso di Messias. E poi ancora Ellertson, perso da Luis Henrique, colpisce di testa ma manda a lato. Ekhator resta pericoloso, tanto che su un suo tiro-cross Akanji rischia l’autogol, ma il pallone termina fortunatamente tra le mani di Sommer. È l’ultimo brivido, l’Inter vince ancora e San Siro esplode in vista del derby. Il Genoa ha subito il secondo gol durante la partita.

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